Il popolo invisibile clochard, la denuncia dei cittadini: paura tra la gente?

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Clochard Catania

L’espansione del popolo invisibile clochard continua nonostante l’ordinanza del sindaco di Catania Salvo Pogliese? Come abbiamo avuto modo di spiegare in un articolo precedente, l’emergenza clochard sembra essersi placata… Ma non debellata. Il fenomeno è in continua espansione. Qual è la denuncia dei cittadini?

Le paure e i timori di alcuni cittadini

I cittadini catanesi continuano a essere divisi sulla questione. Troviamo chi si sente “infastidito” e “impaurito” dalla loro presenza nelle strade, come Antonino, residente al centro: “Quando mia moglie termina il suo turno di lavoro, vado sempre a prenderla io con la macchina. Ho paura che qualche vagabondo ubriaco le possa fare del male. Tutto questo è terrificante: è assurdo non poter stare tranquilli dopo una certa ora in centro. Speriamo, per loro e per noi, che si prendano provvedimenti reali e che il numero di senzatetto diminuisca”. Altri ancora, come la signora Lucia, sono arrabbiati nell’indifferenza quasi totale della maggior parte delle persone: “I barboni non hanno colpe. È vero che non si può fare la differenza per le condizioni di quelle persone, ma ognuno di noi può fare la differenza su come vede quei poveri uomini“.

Popolo invisibile clochard: la solidarietà di associazioni e volontari

Molti sono feriti dalla vergogna di essere senzatetto. Non bisogna fingere che non esistano: anche loro sono persone. Non è raro l’aiuto di volontari che tentano di cambiare il triste destino del popolo invisibile clochard, infatti non mancano dure reazioni da parte delle associazioni umanitarie che rifiutano l’ordinanza di Pogliese. Queste chiedono la revoca e l’avvio di azioni volte a tutelare i soggetti più vulnerabili e privi di risorse economiche. “Catania non è solo la città del turismo o degli esercenti commerciali“, si legge nell’appello del C.s.a. Officina Rebelde, una delle sigle organizzatrici insieme a Catania Bene Comune, Prc Catania e tante altre.

Catania Clochard

“Serve l’aiuto delle istituzioni”

Secondo Eleonora, ex studentessa catanese, il problema sta a monte e spesso non basta la volontà di aiutarli: “Credo che si sia sbagliato approccio. Bisognerebbe seguire da vicino chi vive in queste condizioni. Io, nel mio piccolo, ho cercato di dare una sistemazione ad un senzatetto ma non ho trovato nessun dormitorio comunale pronto ad accoglierlo, così come non esistono servizi igienici pubblici. Ho anche portato, più volte, del cibo, ma mi rendo conto che tutto questo, senza un aiuto dai vertici, non può bastare. Sono state le associazioni di volontariato, ancora una volta, a dare supporto a questa realtà a fronte di una situazione locale che anziché assistere, condanna!“.

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