Militello e il suo Barocco location per il cinema indipendente

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Il giovane militellese Antonio Marcenò ha vissuto una bella fiaba. A lui è andata la borsa di studio del Lee Strasberg Theatre & Film Insititute con cui, ad Hollywood vivrà una straordinaria esperienza formativa ai massimi livelli cinematografici. È stato questo il momento culminante del MIFF, ovvero il Militello Independent Film Fest, la cui prima edizione si è conclusa a Militello in Val di Catania.

Militello per tre giorni capitale del cinema indipendente

Tre intensi giorni di proiezioni, masterclass, incontri e spettacoli hanno coinvolto l’intero paese e i suoi abitanti, i quali meriterebbero un riconoscimento per la bella interpretazione e l’accoglienza riservata a tutti gli ospiti. Proprio nella sua aderenza al territorio e alla città del Barocco e del ficodindia per una sua proiezione nel mondo, sta la forza di questa nuova iniziativa cinematografica. L’ha voluta fortemente il direttore artistico, il regista catanese Daniele Gangemi, che ha trovato l’adeguato sostegno nel sindaco del centro calatino Giovanni Burtone. L’elegante cinema Tempio, tornato all’attività e impreziosito dall’immancabile red carpet e dalla donna boteriana in cartapesta – opera dell’artista catanese Concetto Guzzetta– ha ospitato proiezioni no-stop, incontri e dibattiti.

Spettacoli, premi e ospiti

La piazza Santa Maria la Stella e la sua scalinata ai piedi della chiesa barocca a fare da tribuna ad una platea esaurita in ogni ordine di posti si è trasformata in un’immensa arena estiva. Qui, anfitrione la bella e spigliata Simona Pulvirenti, con Selene Caramazza madrina del festival, si sono succeduti numerosi ospiti, fra cui i musicisti Francesca Incudine, Antonio Monforte, Chiara Intile, Orazio Russo,Samuel Storm, la Giovanni Ruggeri Band, le Insolite Note, la Blues Brothers Band, gli attori Domenico Centamore, Gino Astorinae Tuccio Musumeci. Al simpatico attore catanese, nella serata finale, è stato assegnato il premio alla carriera, mentre il musicista Paolo Buonvino, giurato assente giustificato, e il più noto militellese, Pippo Baudo, hanno salutato il pubblico dal megascreen.

La sezione Contest per i militellesi

Pur conservando il suo carattere internazionale, il MIFF ha riservato agli abitanti del territorio un’importante sezione del suo concorso. Gli organizzatori hanno consentito ai cittadini di Militello di trasformarsi in cineasti. Tredici di loro (tanti hanno rispettato le norme di partecipazione) hanno realizzato, a una settimana dall’inizio della rassegna, corti che vedessero il loro paese come location. Il miglior Progetto contestè stato quello di “Il guscio di Militello”di Giuliana Belluomo, il miglior attore protagonista l’undicenne Benedetto Cantarellaper “Nicolò, un sorriso per la vita”, di Scirè e Di Stefano. La menzione speciale è andata a “Quarantesimo giorno” di Rosaria Mazzara, progetto di Anima Randagia, la meritoria iniziativa militellese destinata all’assistenza dei cani randagi. Fra gli interpreti del corto c’è il già citato Antonio Marcenò, il cui volto ha interessato chi l’ha voluto lanciare in sede internazionale.

Contenuti intensi da appuntamento annuale fisso

Il cinema indipendente contiene in sé valori e contenuti intesi a dare alla cinematografia una migliore qualità. Il MIFF, che lo colloca al centro dei propri interessi artistici e culturali rivela, già al suo debutto, vivacità e freschezza. La manifestazione di Daniele Gangemi merita di essere sostenuta per poter diventare un appuntamento annuale fisso.

Nello Pappalardo

 

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