Decreto Milleproroghe: chiesta la fiducia. Insorge il Pd

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Decreto milleproroghe montecitorio

Sul decreto Milleproroghe, il governo attraverso il ministro peri i Rapporti con il Parlamento, ha posto la fiducia. Questa è la prima volta, dal loro insediamento, che i pentastellati e la Lega hanno fatto questa richiesta.

Per le periferie verranno meno 1,1 miliardi

È stata posta, come ha riferito l’ Ansa “Sul testo approvato dalle Commissioni, vale a dire con il taglio di 1,1 miliardi alle periferie, senza recepire l’intesa raggiunta ieri con l’Anci per il ripristino nel triennio dei fondi. Il Pd aveva chiesto la sospensione dei lavori per permettere al governo di chiarire le proprie intenzioni sui fondi alle periferie. Questi sono stati tagliati dal decreto, ma sui quali ieri sera il premier Giuseppe Conte ha raggiunto una intesa con l’Anci per il loro ripristino nel triennio, ma la Camera ha respinto la richiesta”.

I dubbi sulla legittimità dell’atto

Il Pd, Fi e Fdi, hanno messo in dubbio la legittimità dell’atto, dato che la fiducia è stata autorizzata dal Consiglio dei ministri del 24 luglio, prima che il decreto fosse firmato dal presidente della Repubblica e pubblicato in Gazzetta Ufficiale. “Le proteste delle opposizioni sono chiaramente frutto di un atteggiamento sterile – ha detto il ministro per i Rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta Riccardo Fraccaro –. La procedura seguita dal Governo è legittima e lo dimostrano i precedenti in tal senso. Si è voluto sollevare un inutile polverone mediatico, noi continuiamo a lavorare nell’interesse esclusivo dei cittadini”. “Le critiche da parte del Pd e degli altri partiti di minoranza – aggiunge – sono prive di fondamento”.

Nardella, le cause ricadranno sulle aziende

Il sindaco di Firenze Dario Nardella, rispetto al taglio del fondo ha dato mandato all’avvocatura del Comune. Il compito sarà di avviare tutti le possibili iniziative sul piano legale per valutare i danni economici. Le cause di questo decreto – ha commentato Nardella –  ricadranno su aziende, lavoratori e istituzioni pubbliche”.

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