Emergenza migranti: Salvini, Malta non risponde alle chiamate di soccorso

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Sull’emergenza migranti il titolare del Viminale, Matteo Salvini, leader della Lega ha illustrato le problematiche. Lo ha fatto a Vienna alla conferenza europea sull’argomento.

Altro che solidarietà, manca collaborazione

Salvini ha esordito dicendo che “Quando arriveranno gli ispettori dell’Onu troveranno ottima organizzazione ed accoglienza. L’Africa può essere una grande opportunità e non solo un problema se si passa dalle parole ai fatti. L’Italia ha fornito motovedette e addestratori. Se aspettavamo altri eravamo ancora all’anno zero. Quello che occorre sono soldi, progetti e investimenti. Soprattutto ci vorrebbe maggiore collaborazione interna. Dalla Tunisia, infatti, tra stanotte e stamattina sono arrivati circa 200 immigrati, che hanno transitato per ore in acque maltesi. Nonostante abbiamo contattato decine di volte le autorità maltesi non abbiamo avuto nessuna risposta”. Il capo del Viminale ha, pertanto sottolineato che “È bello parlare di solidarietà, ma alla prova dei fatti zero.

Le proposte di Salvini: prima gli italiani

Ogni accordo commerciale con paesi terzi, secondo Salvini, deve contenere obbligatoriamente accordi su rimpatri e accettazioni dei migranti in partenza. In più, bisogna riconoscere porti e paesi sicuri per evitare il proliferarsi di domande di asilo senza alcuna motivazione. Su questo punto il ministro degli Esteri ha puntualizzato che “In queste settimane solo 3 domande su 10 fatte da immigrati giunti nel nostro paese sono state accolte. Questo significa – ha continuato Salvini – che le sette domande respinte dalle autorità prefettizie, hanno dei ricorsi palesemente infondati. Questi vengono presentati per guadagnare tempo a discapito dei contribuenti italiani ed europei. Qualche collega prima di me (ministro Lussemburgo ndr.) ha detto che abbiamo bisogno dei migranti perché la popolazione europea invecchia. Io sto al Governo per aiutare gli italiani. In Lussemburgo forse hanno l’esigenza di avere degli schiavi. Noi di tornare a fare figli”.

2 Commenti

  1. […] Intanto l’Alto commissariato dell’Onu per i diritti umani ha espresso preoccupazione per la “continua campagna diffamatoria in Italia contro le ong impegnate nelle operazioni di soccorso nel Mediterraneo, così come “la criminalizzazione del lavoro di chi difende i diritti dei migranti”. “Il governo italiano – scrive un gruppo di esperti Onu -, tra gli altri, ha reso praticamente impossibile per le navi delle Ong continuare a soccorrere i migranti: ciò ha portato a maggiori annegamenti e scomparse. Salvare le vite non è un crimine, proteggere la dignità umana non è un crimine“. Questo le parole dell’Onu, che dimentica i morti causati da Malta, che quando chiamata ad intervenire nelle proprie acque territoriali non ha risposto agli SOS (clicca qui per approfondire). […]

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