Caos nave Diciotti: nessuno ordinò stop allo sbarco

0
105

Ancora si parla del caos nave Diciotti, creato dal recupero in acque maltesi dei migranti da parte della stessa. Non risulta, infatti, nessuno stop allo sbarco dei migranti al porto di Catania.

Cosa sta emergendo dall’inchiesta

Quello che sta venendo fuori dall’inchiesta del tribunale dei ministri è clamoroso. Matteo Salvini, ministro degli esteri, è stato accusato di sequestro di persona aggravato. Secondo quanto riportato da Ansa la ricostruzione della “catena di comando” si sta confrontando con il problema dell’omissione: nessuno avrebbe fermato con disposizioni chiaramente formulate la nave militare. Nessuno, inoltre, avrebbe indicato il porto di Catania come luogo di sbarco. Questo non vuol dire, secondo l’orientamento del procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, che non sia possibile risalire alle responsabilità anche gerarchiche di un ordine illegittimo per quanto non impartito nelle forme dovute oppure soltanto adombrato.

Le ripercussioni al Tribunale dei ministri

Il pm ha pertanto richiesto al Tribunale dei ministri di sentire tutti i soggetti riconducibili alla catena di comando. Tra questi sarà sentito anche il comandante di nave Diciotti il capitano di fregata Massimo Kothmeir. Altri a dover essere ascoltati saranno Matteo Plantedosi, il capo di gabinetto del ministro Salvini, che la Procura di Agrigento, aveva indicato come indagato. Per ultimi saranno anche ascoltati comandanti delle capitanerie di porto di Porto Empedocle e di Catania; il responsabile dell’ufficio circondariale marittimo di Lampedusa; il capo del Dipartimento delle libertà civili, Gerarda Pantalone, e il suo vice Bruno Corda. L’unico indagato al Tribunale dei ministri risulta Salvini. Quello che si cerca di sciogliere è il nodo della competenza. Tra la Diciotti, i comandi della Guardia costiera e il ministero dell’Interno ci sono stati solo contatti e scambi di informazioni generiche. Si tratta ora di stabilire quando, dove e chi decise di sbarcare i migranti che intanto erano diventati un caso politico.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Inserisci il tuo nome qui