Manovra economica: reddito cittadinanza contro condoni

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A Palazzo Chigi riunione a ranghi ridotti del Governo per discutere sulla manovra economica. A meno di un mese dal varo della manovra finanziaria, tanti i nodi da sciogliere per arrivare ad un testo votabile. Si discute come di consueto, per questo Governo, in tarda serata.

Conte, il reddito di cittadinanza si farà. Di Maio no ai condoni

Per voce dello stesso Premier Giuseppe Conte, arrivano le rassicurazioni che il Movimento 5 Stelle non tradirà la fiducia del proprio elettorato. Il Primo Ministro ha infatti dichiarato: “Lavoreremo per colmare le disuguaglianze nell’accesso al sistema sanitario e contrastare la povertà e le forme di emarginazione sociale. Misure come il reddito di cittadinanza che il governo si è impegnato a varare, potranno essere utili per reagire a questo”.  Per voce di Di Maio, si apprende che i pentastellati non voteranno condoni fiscali, anche se sono d’accordo a operazioni di saldo e stralcio. Il vice premier ha infatti spiegato che “Per anni i governi Renzi e altri fare scudi fiscali e hanno creato solamente un deterrente a comportarsi bene e hanno fatto sempre pensare che in questo paese una via di uscita all’evasione ci potesse essere”. L’incontro Salvini-Berlusconi di ieri, ha assicurato Di Maio, non mi ha creato nessun fastidio.

Sul taglio pensioni d’oro sarà guerra

Dall’altro lato vi è un elettorato, quello della Lega, costituito in buona parte da aventi diritto  alle pensioni d’oro. Quelle che i pentastellati vorrebbero tagliare. Di certo la Lega, anche per rispetto al proprio elettorato cercherà di opporsi o limare i tagli per quanto possibile. Il M5S pensa invece di sfoltirli e recuperare risorse. L’obbiettivo a detta di Di Maio è che “D’ora in poi  non ci deve essere più nessun pensionato che prende meno di 780 euro al mese”. Annunciando, inoltre, un codice del lavoro entro dicembre che semplificherà la giungla di 140 leggi, in cui ormai non si capisce più nulla. “Il progetto è di abolire 140 leggi e metterle insieme in un unico codice del lavoro. Che consentano a lavoratori e imprenditori di sapere qual è la legge che si applica ai loro problemi è la mia priorità”.

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