L’affido condiviso paritario e la “Bigenitorialità perfetta”

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affido condiviso

La Legge 8 febbraio 2006 n. 54 aveva introdotto il regime dell’affido condiviso in caso di separazione dei genitori come regola generale. Ciò nonostante la Giurisprudenza, fino ad oggi, ha lasciato l’affidamento condiviso solo ad un aspetto meramente formale, rimanendo in concreto i rapporti tra i figli minori ed i genitori regolamentati come accadeva prima dell’introduzione della legge n. 54/2006.

Affido condiviso, ecco cosa prevede la legge

Nel dettaglio la legge in questione, riguardante appunto l’affido condiviso, prevede che: 1) I figli minori vengono collocati presso un genitore, quasi sempre la mamma, alla quale viene assegnata la casa familiare, anche se di proprietà esclusiva del padre. 2) Il genitore non collocatario, di solito il papà, viene relegato ad un ruolo secondario, perdendo di fatto il suo diritto alla condivisione delle scelte educative riconosciutegli dalla Legge 54/2006. 3) Il genitore non collocatario deve contribuire al mantenimento ordinario e straordinario dei figli. Questo viene fatto attraverso il versamento di un assegno di mantenimento da versare al coniuge collocatario.

Bigenitorialità perfetta che cos’è?

Solo ultimamente alcuni Tribunali come quelli di Brindisi, Salerno e Roma, hanno dato una diversa lettura delle norme in tema di bigenitorialità. Formalizzando un nuovo orientamento secondo cui ad entrambe i genitori deve attribuirsi la partecipazione alla quotidianità dei figli. Anche l’attuale Governo della Lega e 5 Stelle ha sentito il bisogno di intervenire in materia di affidamento dei figli minori in caso di separazione dei genitori. Tale intervento è stato fatto con un disegno di Legge, DDL Pillon, diretto a realizzare un collocamento paritario dei figli minori, in caso di separazione dei genitori. Il DDL ha il fine di creare un equilibrio nella frequentazione effettiva con entrambi, (qualora naturalmente non ci siano indicazioni diverse dovute a situazioni particolari.), secondo un principio di “Bigenitorialità perfetta”.

DDL Pillon

DDL Pillon, linee guida della legge

Le linee guida scelte nel disegno di Legge del Senatore Pillon sono: 1) Scatterà l’obbligo, per chi intende separarsi, di rivolgersi ad un mediatore esperto e qualificato, iscritto in un apposito albo professionale, al fine di essere aiutati a trovare un accordo nell’interesse dei minori, un progetto di affidamento condiviso, allegato alla domanda di separazione, del quale il giudice debba prendere atto, decidendo diversamente solo in caso di disaccordo. 2) Scompare l’assegno di mantenimento a favore del genitore con minori possibilità economiche, in quanto sarà onere di entrambi i coniugi, provvedere in modo diretto alla prole, salvo diverso accordo. 3) Viene superato il principio dell’assegnazione della casa familiare. Tale principio rivive solo in casi eccezionali ma al coniuge non assegnatario, proprietario della stessa spetterà un’indennità di occupazione tassabile. Tuttavia, in attesa che il DDL Pillon possa diventare Legge, c’è da dire che come in ogni regola non sono escluse le eccezioni, dovendo essere sempre l’interesse maggiore del minore al centro di ogni decisione giudiziaria che coinvolga le esigenze specifiche, affettive, relazionali e concrete degli stessi.

Avv. Vincenzo Emanuele Mazzotta

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