Inchiesta crollo Morandi: dirigenti autostrade muti davanti ai magistrati

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Inchiesta crollo Morandi Il direttore del primo tronco di Autostrade Stefano Marigliani, e il suo predecessore Riccardo Rigacci, si sono avvalsi, davanti ai magistrati, della facoltà di non rispondere. Codacons ammesso come parte lesa.

Autostrade non risponde. “In attesa di accuse specifiche”

Arrivati questa mattina davanti al pm hanno deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere, poiché per Marigliani e Rigacci non sono state ancora sollevate delle accuse specifiche. Ha chiarire la posizione dei due indagati sono stati gli avvocati Guido Colella, avvocato del primo e gli avvocati Guido Carlo Alleva e Davide Sangiorgio, che rappresentano Rigacci. Altre valutazioni, hanno riferito i tre legali, saranno fatte nelle prossime settimane. Stesso esito avevano avuto i precedenti interrogatori, mentre domani vi sarà il primo dei due incidenti probatori. Domani sarà pertanto celebrato quello finalizzato a capire quali fossero le condizioni attuali del ponte e quali al momento del suo crollo. Questi dovranno fare luce ed indirizzare su accertamenti specifici irripetibili.

Codacons ammessa come parte lesa

Il Tribunale ha ammesso come parte lesa il Codacons, che attraverso i suoi esperti, pertanto potrà assistere alle operazioni peritali. Il presidente di Codacons Carlo Rienzi ha spiegato che “Si tratta di un provvedimento particolarmente importante. Questo permetterà all’associazione di seguire tutti gli accertamenti e le verifiche tecniche attraverso i suoi periti. Pertanto potrà apportare un contributo utile allo scopo di ricercare la verità e tutte le cause che hanno determinato la tragedia. Ragionare sulle ipotesi di eventuali difetti di fabbricazione o eventi imprevedibili. Un esempio è il fulmine che avrebbe colpito la base del ponte pochi istanti prima del suo crollo”.

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