Decreto sicurezza: incostituzionale secondo l’associazione Libertà e Giustizia

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Decreto Sicurezza incostituzionale Salvini Conte

Ci sarebbero punti controversi nel testo del decreto sicurezza che contrasterebbero la Carta Costituzionale italiana. A fare emergere il problema è stata l’Associazione “Libertà e Giustizia“.

I dubbi sulla costituzionalità del decreto

Votato all’unanimità dal Cdm, il decreto Sicurezza, è ora al vaglio degli esperti del Quirinale per poter poi giungere alla firma del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ma secondo quanto riportato dall’associazione “Libertà e Giustizia”, in una nota apparsa nel loro sito ufficiale, alcuni punti andrebbero in contrasto con la Carta Costituzionale italiana. Il centro del problema giuridico sta nella norma di revoca della cittadinanza, come sanzione di determinati reati che sta nel decreto.

Stravolto il concetto di cittadinanza

Nella nota di Libertà e Giustizia si legge che “Si tratta di una previsione che, colpendo una parte soltanto della popolazione (i cittadini non per nascita), frantuma la nozione di cittadinanza, vale a dire il fondamento stesso dello Stato costituzionale. La cittadinanza è tale solo se la posizione giuridica, di diritto e di dovere, nei confronti del potere è uguale per tutti coloro che sono cittadini. Discriminare all’interno della cittadinanza, dando vita a posizioni giuridiche tra loro diseguali, significa creare un ordinamento separato sulla base dell’appartenenza etnica. Significa che, d’ora innanzi, alcuni saranno cittadini; gli altri sudditi. Ancor prima che questione di violazione dell’ordinamento giuridico internazionale, europeo e italiano, è questione di uscita dalla civiltà giuridica”.

“A rischio la democrazia del paese”

“Colpisce la totale sudditanza alla Lega del Movimento 5 Stelle – si legge nella nota di Libertà e Giustizia – che pure avrebbe dovuto aver interiorizzato i valori costituzionali fondamentali nel corso della lunga campagna referendaria del 2016. Ci rivolgiamo a tuti coloro, che nel Movimento, erano sinceri nel difendere la Costituzione, e che oggi non possono non soffrire, vedendola calpestata da un governo anche loro: è il momento di far sentire la vostra voce di dissenso, perché ora è la democrazia ad essere in gioco”.

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