Manovra economica: Italia sotto processo. L’Europa teme un’altra Grecia

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Il ministro Tria ha tentato i spiegare all’Eurogruppo la manovra economica e i fondamenti del deficit al 2,4%. Dure le critiche verso il provvedimento gialloverde. Junker pretende rigore, “Se l’Italia vuole un trattamento di favore sarebbe la fine dell’Euro” ha dichiarato il Presidente della commissione europea.

Junker “Serve rigidità se no sarebbe la fine dell’Euro”

Il ministro di Economia e Finanza italiano, Giovanni Tria, ha lasciato in anticipo i lavori dell’Eurogruppo ed è tornato in serata per lavorare sulla nota del Def. Domani non parteciperà pertanto all’Ecofin. Dopo aver provato a spiegare la manovra italiana che ha il suo punto cardine il rapporto deficit/Pil fissato al 2,4% dal Governo gialloverde, ha ricevuto critiche pesantissime. Il capofila contro la manovra economica italiana è stato lo stesso presidente della commissione europea Jean-Claude Junckerche ha detto:”L’Italia si sta allontanando dagli obiettivi di bilancio concordati a livello europeo. Abbiamo appena risolto la crisi della Grecia, non voglio ritrovarmi nella stessa situazione, una crisi è abbastanza. Se l’Italia vuole un trattamento speciale, sarebbe la fine dell’euro. Per questo dobbiamo essere molto rigidi”. Perplessità anche dal commissario agli affari economici,

Scontro Di Maio Moscovici

Pierre Moscovici ha commentato che “Il deficit a 2,4%, per tre anni, rappresenta una deviazione molto, molto significativa rispetto agli impegni presi”. Di Maio risponde che “Menomale che la Borsa sta per chiudere. Da domani continueremo a spiegare che il 2,4% non è una misura molto lontana da quella che facevano altri. Solo che se lo fa la Lega e il M5S non va bene”. Il presidente della commissione europea ha replicato alle accuse del leader pentastellato dichiarando che lui non è un terrorista e che “Quello che può creare turbolenze non sono le mie parole, ma quello a cui reagisco. Se l’unico modo per evitare turbolenze di mercato è quello di dire che le regole sono sbagliate, allora non avrebbe alcun senso. Evitiamo le escalation“.

Tria: “Stiamo rispettando i parametri europei”

Il ministro Tria ha risposto che secondo lui “Non ci sarà nessuna fine dell’euro“. Inoltre ha spiegato che il 2,4%è un numero che non corrisponde esattamente ad alcune regole europee ma fa parte della normale dinamica europea, è sempre accaduto a molti Paesi nel corso degli ultimi decenni, se andate a vedere il numero di Paesi che sono in regola con tutte le regole europee sono pochissimi. Non significa che non bisogna cercare di rispettarle ma ci sono delle situazioni economiche in cui bisogna fare delle valutazioni“.

Salvini: “Siamo un paese sovrano”

In Italia nessuno –ha Salvini in commento a quanto accaduto all’Eurogruppo – si beve le minacce di Juncker, che ora associa il nostro Paese alla Grecia. Vogliamo lavorare per rispondere ai bisogni dei nostri cittadini. I diritti al lavoro, alla sicurezza e alla salute sono priorità del governo e andremo fino in fondo. Alla faccia di chi rimpiange l’Italia impaurita, quella con le aziende e il futuro in svendita. Non ci fermeranno – ha concluso -. Basta minacce e insulti dall’Europa, l’Italia è un paese sovrano“.

 

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