Nazionale italiana hacker: quando sabotare la privacy diventa uno sport

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Tra password, sistemi di sicurezza, pagine criptografate, antivirus e altro si occupano quelli della nazionale italiaza hacker. In quanti, infatti si sono trovati alle prese con malaware, virus e spyware? In pochi potevano immaginare che diventasse uno sport sabotare la privacy ed entrare nei sistemi operativi e violare le sicurezze di pagine con dati sensibili. A Londra si svolgerà il secondo campionato europeo di questa nuova disciplina.

Tra password, sistemi di sicurezza, pagine criptografate, antivirus e altro si occupano quelli della nazionale italiana hacker. In quanti, infatti si sono trovati alle prese con malaware, virus e spyware? In pochi potevano immaginare che diventasse uno sport sabotare la privacy ed entrare nei sistemi operativi e violare le sicurezze di pagine con dati sensibili. A Londra, infatti, si svolgerà il secondo campionato europeo di questa nuova disciplina.

Una competizione a colpi di codici

La nostra nazionale hacker parteciperà ad una sfida a colpi di crittografia, sicurezza del web e dei sistemi ‘mobile’, analisi dei malware, quei virus malevoli che mettono sotto scacco i nostri dispositivi. La competizione, a cui parteciperà, è la seconda edizione dei campionati europei di sicurezza informatica (Ecsc). La sfida si terrà a Londra a partire dal 14 ottobre e prevede la partecipazione di 17 squadre.

La nostra squadra di hacker

La nostra nazionale hacker di cyberdefender è composta da cinque giovani di categoria junior (14-20 anni) e cinque di categoria senior (21-25 anni). In questi giorni i ragazzi sono in ritiro, nella Scuola Imt Alti Studi di Lucca. I campionati europei di sicurezza informatica si svolgono all’interno delle iniziative del National Cyber Security Programme, l’iniziativa è supportata dall’Enisa, l’Agenzia Europea per le reti e le dell’Informazione. L’Italia, alla sua seconda partecipazione, cercherà di migliorare il suo precedente risultato, che ha portato alla medaglia di bronzo a Malaga in Spagna. Il Consorzio interuniversitario nazionale per l’informatica (Cini) ha costituito la squadra che difenderà i nostri colori, ops i nostri computer.

 

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