Fiction Rai svela identità dell’ex mafioso di Brancaccio, la figlia denuncia

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Fonte Foto: panorama.it

La fiction Il Cacciatore, in onda su Rai 2, permette alla figlia dell’ex mafioso Pasquale Di Filippo di scoprire l’identità del padre. Chiede, pertanto, un risarcimento alla Rai pari a un milione di euro.

Chi era e chi è Pasquale Di Filippo

All’inizio degli anni Novanta, Pasquale di Filippo era uno dei sicari della nota famiglia di Brancaccio. La Direzione Investigativa Antimafia (DIA) l’ha scoperto e dal 1995 è un collaboratore di giustizia. Il pentito ha cambiato totalmente vita, scegliendo di aiutare la magistratura a svelare i segreti di Cosa Nostra, ad arrestare il cognato di Riina, Leoluca Bagarella e poi il killer di Pino Puglisi, Salvatore Grigoli.

Il passato da mafioso ritorna

L’oscuro passato di Pasquale Di Filippo continua a perseguitarlo. La figlia scopre chi era il padre guardando la fiction Rai Il Cacciatore. Tra i “cattivi” della fiction, tutti rappresentati con i loro nomi veri, c’era proprio Di Filippo, descritto come un “torturatore e pluri-omicida“. A quel punto la ragazza, riconoscendo il padre, avrebbe urlato contro il papà chiedendo: “Che cosa hai fatto?” per poi chiudersi in camera, senza rivolgergli più la parola.

Questo il racconto dell’ex mafioso a Repubblica: “Una sera ero con mia figlia e guardavo la serie tv che racconta la storia del magistrato palermitano Alfonso Sabella. Ad un certo punto l’immagine si è fermata sull’attore che interpreta il mio personaggio e sotto è comparso il mio nome con l’accusa di aver compiuto 20 omicidi, tra cui quello del piccolo Di Matteo, tutte falsità, ma ormai il mondo ci è crollato addosso. Mia figlia ha 14 anni, è nata quando ero già un altro uomo, le avevo solo detto di aver aiutato il mafioso Bagarella a nascondersi, il resto glielo avrei detto più in là nel tempo. Ma ora non vuole sentire ragioni, è chiusa in camera sua da sei mesi, esce solo per andare a scuola“.

Fonte Foto: lacittàdisalerno.it

Di Filippo: “Non sopporto di essere diffamato…”

Pasquale Di Filippo ha scontato dieci anni per i quattro omicidi di cui è accusato. Cambia spesso città, ha una nuova identità, ma la sua condanna peggiore se la porta dentro: “Pende sulla mia testa la condanna a morte di Cosa Nostra. Non potrò mai avere una vita normale, però non sopporto di essere diffamato. Mi sono rivolto al mio avvocato, Carlo Fabbri e alla Rai e alla società produttrice chiedo un risarcimento di un milione di euro. La storia non si può falsare”.

 

 

 

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