Ricostruzione ponte Morandi: Antitrust conferma esclusione Autostrade

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ricostruzione ponte Morandi

Per la ricostruzione ponte Morandi, Filippo Arena, segretario generale dell’Antitrust, si è espresso favorevole all’esclusione di Autostrade, in audizione alla Commissione Trasporti. Ha precisato che però”non sembra trovare adeguata giustificazione l’esclusione di tutti gli altri concessionari”. Secondo Giovanni Castelluci, amministratore delegato di Autostrade per l’Italia: “Con noi, ponte pronto in massimo di 16 mesi“.

Arena giustifica la procedura di negoziata vista l’urgenza

Il segretario generale dell’Antitrust ha inoltre specificato che “se nell’attuale situazione l’affidamento tramite procedura negoziata appare giustificato, tale modulo dovrà essere limitato a quanto strettamente necessario a far fronte alle condizioni di urgenza e indifferibilità dell’intervento di ricostruzione e dovrà essere, in ogni caso, rispettoso dei principi di trasparenza e di non discriminazione. Se “l’affidamento tramite gara è il metodo più idoneo a consentire di replicare, sotto forma di concorrenza per il mercato – ha fatto notare Arena – gli esiti efficienti derivanti dai meccanismi concorrenziali. Garantisce cioè i massimi introiti per il concedente pubblico e consente di selezionare l’operatore più efficiente. Lo sosteniamo da anni, ma i governi non ci hanno quasi mai ascoltato, prevedendo sempre proroghe ingiustificate alle concessioni vigenti. Dovremmo dire basta – ha concluso – da ora in poi tutte le concessioni vanno affidate con gara“.

Castellucci: “Con noi meno morti e ponte subito”

L’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia Giovanni Castellucci, anch’esso sentito in audizione ha replicato ad Arena dicendo che il Governo affidò la privatizzazione con una gara”, ed “è stata una gara sulla concessionaria e non sulla concessione, ma di fatto i due oggetti erano coincidenti“.

Secondo Castellucci, Ad. di Aspi esclusa al momento dal decreto, l’azienda “ha studiato diverse possibili soluzioni“. Queste prevedono, per “quella con i tempi più accelerati, circa 9 mesi per la demolizione e la ricostruzione”. A questo seguirà il cosiddetto ‘progetto Piano” “circa 15-16 mesi. Non sono promesse – ha spiegato il massimo dirigente di Autostrade per l’Italia – ma impegni sui quali noi riteniamo di poterci impegnare contrattualmente“. Dispiaciuto per quello che è successo a Polcevera, Castellucci ha però voluto precisare che “il tasso di mortalità sulla rete Aspi “è sceso del 77%“. Questo è passato dai 440 dell’anno prima della privatizzazione (1999) ai 119 nel 2017.

Aspi sta già pagando gli sfollati, sul decreto “Stiamo valutando”

L’amministratore delegato Castellucci ha inoltre ricordato che l’azienda ha già dato più di 800 contributi a persone e imprese che sono state toccate dalla tragedia. “Nello specifico, la società ha erogato 837 contributi, di cui 532 per gli sfollati (286 per i primi interventi e l’acquisto di mobili, 112 per rimborso delle scuole, 94 per le rate dei mutui e gli affitti, 40 per i danni a cose e persone e per le spese urgenti) e 305 per le aziende, i commercianti e gli artigiani“.

Il decreto abbiamo iniziato a esaminarlo la settimana scorsa e abbiamo chiesto agli avvocati di fare una valutazione. Non abbiamo ancora una posizione. Questa dovrà essere espressa dal cda – ha si è espresso Catellucci sulla possibilità di un ricorso – ma posso assicurarvi che non è intenzione del nostro gruppo aggravare la situazione di una città come Genova che è già colpita. Ci riserviamo una valutazione attenta del decreto nella sua conversione finale prima di assumere una posizione definitiva“.

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