Dolce vita a Milano, clochard supplica in Tribunale: “Portatemi in carcere”

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Dolce vita a Milano

Il fenomeno dei senzatetto colpisce in primis i senzatetto? In molti parlano della dolce vita a Milano, ma c’è anche un’altra realtà che in pochi conoscono ovvero la vita di coloro che non hanno una casa. Dalla capitale della moda arriva il racconto triste di una donna clochard.

Dolce vita a Milano per i clachard?

Diverse settimane fa, qui su Free Press Online, abbiamo avuto modo di osservare da vicino il problema dei clochard a Catania. Un qualcosa che ha preso corpo nella città siciliana che, in un certo qual modo, può essere considerato il riflesso di qualcosa che avviene comunque in tutta Italia. Dopo settimana della moda, ecco che arriva un’altra news lontanissima dalla dolce vita a Milano. Una donna clochard è stata arrestata per aggressione a pubblico ufficiale. L’atto della donna avrebbe una causa scatenante davvero particolare.

Donna arrestata per aggressione

La storia che arriva da Milano ha dei risvolti davvero tristi. Una donna arrestata per aggressione nella città della moda al fine di chiedere aiuto ai carabinieri. La clochard in questione avrebbe morso un militare che le avrebbe chiesto di allontanarsi dall’incrocio tra via Cilea e via Mantegna dove abitualmente si riparava. Da quel momento è scattato l’arresto con processo per direttissima al Tribunale di Milano. Sembrerebbe che l’aggressione sarebbe scaturita da un motivo ben specifico, ovvero quello di esser portata via dalla strada.

tribunale di milano

“Mangio tre volte la settimana”

Il triste racconto è stato reso noto dal sito www.msn.com, dove è possibile leggere che la clochard ha ammesso di far uso occasionale di cocaina e non solo… Nell’articolo si può leggere anche la seguente supplica: “Portatemi in carcere a San Vittore, almeno stasera potrò avere un pasto caldo e farmi la doccia. Mangio solo tre volte alla settimana, quando prendo il pacco della Caritas. Contiene tre scatolette di tonno, una di carne, un litro di latte e quattro pacchetti di cracker. Non mangio un piatto di pastasciutta da mesi“.

A fine udienza il giudice, che si è occupato del caso, ha segnalato la donna agli assistenti sociali e convalidato l’arresto.

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