Arrestato Raffaele Nicotra. È accusato di voto di scambio

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arrestato raffaele Nicotra

I Carabinieri di Acireale hanno arrestato Raffaele Nicotra nell’ambito dell’operazione “Aquila, che ha coinvolto 18 persone . Per lui l’accusa è voto si scambio elettorale politico mafioso.

L’operazione e l’arresto di Nicotra

Un gruppo di 18 persone, riconducibili alla famiglia Ercolano- Santapaola, sono stati tratti in arresto dai militari di Acireale. L’indagine da cui è scaturita l’operazione odierna, denominata “Aquila”, che ha riguardato l’apporto di esponenti della famiglia catanese di Cosa nostra su alcune consultazioni elettorali. A vario titolo i 18 coinvolti dall’inchiesta sono accusati di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsioni con l’aggravante del “metodo mafioso”. Scambio elettorale politico mafioso, tentato omicidio, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione illegale di armi sono le altre accuse. I carabinieri hanno pertanto accertato “la responsabilità degli indagati in ordine alla loro appartenenza a due “gruppi” storici della “Famiglia” di Catania, nonché all’imposizione del “pizzo” nei confronti di diversi imprenditori locali nell’arco di svariati anni”.

La storia dell’ex sindaco di Acicatena

Nel 1993, da sindaco di Aci Catena, si rifiutò di far coprire i manifesti, come ordinato dal questore, per la morte di Maurizio Faraci. Quest’ultimo cognato di Sebastiano Sciuto, uomo vicinissimo al boss Nitto Santapaola. Come se non bastasse, Nicotra si recò  inoltre al cimitero a rendere omaggio alla famiglia. Un decreto firmato dal Oscar Luigi Scalfaro sciolse  il suo Comune. Minacciò più volte di querela Domenico Valter Rizzo dell’Unità e un piccolo giornale, Creativamente; in seguito il Gip Marina Rizza, archiviò tutto, mettendo nero su bianco i “ravvisati collegamenti tra il sindaco Nicotra ed esponenti di Aci Catena legati alla famiglia mafiosa Santapaola-Ercolano”.

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