Derogato il codice Antimafia sulla ricostruzione ponte Morandi

1
488

È lo stesso presidente dell’ Anac Raffaele Cantone ad aver espresso le sue perplessità sull’esclusione delle norme extrapenali nel decreto sulla ricostruzione ponte Morandi. “Vi sono molte attività connesse alla ricostruzione (dal movimento terra allo smaltimento dei rifiuti, ad esempio) in cui le imprese mafiose detengono purtroppo un indiscutibile know how”.

Cantone in audizione decreto senza precedenti

“La disposizione credo sia senza precedenti. Contiene la deroga a tutte le norme dell’ordinamento italiano, ad esclusione di quelle penali.  Questo consente al Commissario di muoversi con assoluta e totale libertà, imponendogli solo i principi inderogabili dell’Unione europea ed ovviamente i principi costituzionali”. Queste le parole di esordio di Raffaele Cantone in audizione alla commissione Trasporti e Ambiente della Camera.

Cantone ha espresso la dovuta efficacia dell’impianto della stazione appaltante per l’esecuzione dei lavori in tempi brevi ed a regola d’arte, che deve avere regole chiare e certe.

“Quella di cui ci occupiamo è certamente una delle più grandi commesse dell’ultimo periodo. Ritenendo prioritario l’obiettivo della ricostruzione del Ponte – ha continuato Cantone – mi spetta il compito di sollevare qualche dubbio e perplessità sull’impianto del decreto”. Ci si sta “affidando al Commissario una disciplina alquanto complessa, non solo sugli appalti ma anche sui rifiuti”; con ciò “si rischia di moltiplicare il contenzioso proprio perché il quadro normativo si caratterizzerà per estrema incertezza”.

Il rischio di infiltrazioni mafiose sui lavori

“La deroga a tutte le norme extrapenali – contenuta nel decreto Genova – comporta anche la deroga al Codice Antimafia e alla relativa disciplina sulle interdittive. Non ritengo – ha detto il presidente dell’Anac – di dover sottolineare i rischi insiti in tale omissione, soprattutto perché vi sono molte attività connesse alla ricostruzione (dal movimento terra allo smaltimento dei rifiuti, ad esempio) in cui le imprese mafiose detengono purtroppo un indiscutibile know how”. “L’esclusione di soggetti diversi dall’attuale concessionario, generalizzate a tutti i concessionari di strade a pedaggio o che abbiano partecipazioni in esse o che siano da esse controllate, appare di dubbia legittimità. Perché in contrasto con i principi di proporzionalità, concorrenza nonché con le indicazioni contenute nella direttiva europea, che prevede cause di esclusione tassative”.

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Inserisci il tuo nome qui