La scure di Fitch: bond Italia declassati. Su Carige “Fallimento possibile”

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I bond Italia declassati e Carige vista a rischio fallimento. È questo il giudizio dell’agenzia di rating Fitch  che si è abbattuta come un uragano sul l’economia del nostro Paese.

All’Italia assegnata la BBB

In una nota l’agenzia di rating Fitch fa sapere che il debito sovrano del Bel Paese è stato declassato a BBB. Il livello è più che di guardia, visto che la valutazione è appena 2 gradini sopra il rischio assegnato ai fondi speculativi. “Vediamo rischi considerevoli per i target -si legge nella nota – specie dopo il 2019. I dettagli della politica di bilancio e la messa in pratica rimangono un elemento chiave della nostra valutazione sul rating sovrano. La nostra prossima revisione messa in programma è nel primo trimestre 2019 – rendono noto dalla Fitch – .Gli obiettivi della nota di aggiornamento al Def puntano a una moderata riduzione del deficit nel 2020 al 2,1% del Pil. Noi ci aspettiamo un risultato più vicino al 2,6% che avevamo previsto da agosto, il che contribuisce a una stima del debito/Pil più alta (129,8% entro fine 2021, contro 126,7% nella Nadef)“.

Carige valutata CCC+: titoli a rischio considerevole

Fitch ha anche tagliato il rating di lungo termine di Carige a CCC+ da B- e il viability rating a ccc+ da b- con prospettive negative. Secondo Fitch il fallimento della banca può essere  “una reale possibilità dal momento che sarà una sfida per l’istituto rafforzare il capitale, il che potrebbe alla fine portare a un intervento del regolatore”. La valutazione al ribasso scaturisce dal fatto che Carige non rispetta i requisiti patrimoniali Pillar 2. Per raggiungerli servirebbero strumenti Tier 2. Questi possono essere l bond che in un anno non è riuscita ad emettere, e che verosimilmente non riuscirà ad emettere. La causa di ciò, secondo Fitch, stanno nelle peggiorate condizioni di mercato per le banche italiane in questi ultimi mesi. Il maggior socio dell’istituto Malacalza Investimenti ha inoltre indicato che supporterà la banca ma senza prendere un preciso impegno a sottoscrivere per intero i 200 milioni del prestito obbligazionario. La banca ha anche cambiato dal 2016 ad oggi due amministratori delegati. Questo aumenta l’incertezza sulle sorti dell’Istituto e sulla reale forza e tempestività di rispettare le richieste della Bce. Aiuti esterni sono stati visti da Fitch come improbabili.

Le precisazioni di Carige

Nelle interlocuzioni con i Regulators non è mai stato espresso alcun riferimento a una eventuale possibilità di fallimento“. L’istituto ha sottolineato inoltre che l’agenzia non ha tenuto conto dei progressi realizzati dopo l’assemblea sulla governance e sul sostegno finanziario degli azionisti e pertanto “si riserva, quindi valutazioni sull’operato di Fitch“. Da Carrige fanno inoltre sapere che “il Cet1, indice che misura la solvibilità della banca, è in linea con i requisiti previsti dalla Vigilanza“.

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