Clamoroso: decreto Genova condona l’abusivismo a Ischia. Qual’è il nesso?

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Il decreto Genova sana l’abusivismo di Ischia. Spuntano al suo interno un numero di articoli pari al doppio di quelli previsti per la ricostruzione del ponte Morandi.

Decreto Genova pro Ischia

Il decreto Genova sanerà le case abusive di Ischia. Consentirà di definire le pratiche dei nuovi condoni delle case dell’isola. Queste sono pendenti dagli anni ottanta e sono stati collegati alla ricostruzione post sisma 2017. Questi edifici, che a norma di legge, pertanto sono abusivi, non solo saranno sanati ma avrebbero il completo rimborso dallo Stato per la ricostruzione.

Le accuse di Legambiente

I Verdi Angelo Bonelli e Claudia Mannino hanno definito incostituzionale la sanatoria “con tanto di contributi concessi dallo Stato a chi ha edificato abusivamente” Legambiente ha lanciato un appello al parlamento e al ministro dell’ambiente Sergio Costa. Dall’associazione ambientalista dicono che è “Una follia riaprire il condono per edifici abusivi costruiti in aree a rischio idrogeologico e sismico con la beffa che sarebbero soldi pubblici a pagare la ricostruzione”. Su Repubica, Sergio Rizzo ha specificato che  dovranno essere definite in sei mesi pratiche legate sia al condono del 1985 (era Craxi) sia a quelli dei governi Berlusconi, del 1994 e del 2003. L’articolo 24 del decreto dispone che la concessione dei contributi sia sospesa “nelle more dell’esame delle istanze di condono” e che la loro erogazione sia “subordinata all’accoglimento di dette istanze”.

Saranno condonate senza rispetto per la tutela del paesaggio

Questo sarebbe il terzo condono edilizio che verrà esteso agli immobili distrutti o danneggiati dal sisma. Quello desta stupore è l’articolo 25, con il quale i condoni sarebbero espletati secondo la legge 47/1985. Questa è antecedente alle norme di tutela paesaggistica e idrogeologica. Queste leggi giunte nel quadro normativo italiano successivamente alla 47/1985. Le restrizioni ambientali, successivamente introdotte, non saranno applicate ed inoltre sono state azzerate tutte le prescrizioni limitative che erano state introdotte dai due successivi condoni.

Legambiente: “Costruzioni con il contributo statale al 100%”

Scelta “grave e inaccettabile” secondo Legambiente, “perché consentirebbe di sanare edifici in aree a rischio in un’isola che, dal terribile terremoto del 1883 ad oggi”.

Per questi la ricostruzione di edifici lo stato contribuirà con un sostegno pari al 100% delle spese. “Il segnale – ha sottolineato l’associazione – per chi ha speculato costruendo abusivamente sull’Isola e vuole continuare a farlo sarebbe un via libera anche per il futuro”. L’articolo 23, inoltre darà la possibilità di  “avviare i lavori per danni lievi escludendo solo le costruzioni interessate da ordini di demolizioni. In pratica, potranno avviare i lavori anche gli edifici con abusi parziali a cui non si fa cenno nel testo. In audizione alla Camera dei Deputati riferisce Edoardo Zanchi, vice presidente di Legambiente “abbiamo descritto i pericoli della norma. Questa consentirebbe di sanare edifici che perfino le sanatorie approvate dai Governi Berlusconi. Del 1994 e 2003 vietavano, proprio perché posti in aree pericolose da un punto di vista idrogeologico e sismico, oltre che vincolate paesaggisticamente”.

 

 

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