Economia sommersa: vale 210 miliardi ed è la prima azienda italiana

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Economia sommersa

Sono usciti di dati Istat sull’economia sommersa. I numeri mostrano che vale il 12,4% del Pil. vale 210 miliardi, 18 dei quali provenienti da attività illecite.

di seguito il documento integrale dell’Istat: Economia-non-osservata_2018

Riguarda tutti i settori

Le stime da parte dell’Istituto di statistica sono riferiti al 2016. Queste mostrano “la tendenza alla discesa dell’incidenza della componente non osservata dell’economia sul Pil dopo il picco del 2014. Si riscontra infatti un’ulteriore diminuzione di 0,2 punti percentuali dopo quella di 0,5 punti registrata nel 2015″. Nel 2016, la componente relativa alla sotto-dichiarazione pesa per il 45,5% del valore aggiunto (circa -0,6 punti percentuali rispetto al 2015). La restante parte è attribuibile per il 37,2% all’impiego di lavoro irregolare (37,3% nel 2015), per l’8,8% alle altre componenti (fitti in nero, mance e integrazione domanda-offerta) e per l’8,6% alle attività illegali (rispettivamente 9,6% e 8,2% l’anno precedente)”. Le attività maggiormente interessate dal sommerso sono: servizi (33,3% nel 2016), Commercio, trasporti, alloggio e ristorazione (23,7%) e le Costruzioni (22,7%).

Incidenza in calo ma sempre a 2 cifre

“La componente di valore aggiunto generata dall’impiego di lavoro irregolare incide maggiormente nel settore degli Altri servizi alle persone (con un peso del 22,8% nel 2016), dove è principalmente connessa al lavoro domestico, e nell’Agricoltura, silvicoltura e pesca (16,4%)” Si legge nella nota dell’Istat.

“Nel 2016, le unità di lavoro irregolari sono 3 milioni 701 mila, in prevalenza dipendenti (2 milioni 632 mila), in lieve diminuzione rispetto al 2015 (rispettivamente
-23 mila e -19 mila unità)”. Il tasso di irregolarità  calcolato come incidenza delle unità di lavoro (ULA) non regolari sul totale – si legge nel documento -è pari al 15,6% (0,3 punti meno il 2015)”.

L’incidenza del lavoro irregolare è particolarmente rilevante nel settore dei Servizi alle persone (47,2% nel 2016, in calo di 0,4 punti percentuali rispetto al 2015). Risulta significativo anche nei comparti dell’Agricoltura (18,6%), delle Costruzioni (16,6%) e del Commercio, trasporti, alloggio e ristorazione (16,2%).

Miliardi dalle attività illecite

Le attività illegali, sono considerate  dall’Istat nella compilazione dei conti nazionali. Hanno generato poco meno di 18 miliardi di euro di valore aggiunto (compreso l’indotto), con un aumento di 0,8 miliardi, sostanzialmente riconducibile alla dinamica dei prezzi relativi al traffico di stupefacenti.

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