Monetine addio: per quelle da 1 e 2 centesimi c’è lo stop. Sarà una stangata

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Danno fastidio ai consumatori e ai commercianti. Riempiono le tasche e valgono poco. Poi chi di noi non ne ha perse tra i pantaloni o per strada o addirittura dispersi nei vari borsellini? Stiamo parlando delle monetine da 1 e 2 centesimi, a cui diremo addio. In Italia non saranno più coniate dal primo gennaio del 2019. Sarà una stangata da 23 milioni di euro l’anno.

Lo Stato risparmierà 23 milioni di euro l’anno

Allo Stato costano coniarli molto di più del loro valore nominale. Si parla di 4,5 centesimi di euro per ogni monetina da 1 centesimo e 5,2 per quelle da 2 centesimi. Un salasso che lo Stato italiano risparmierà 23 milioni di euro l’anno non coniandoli più. Come funzionerà pertanto la gestione dei prezzi? Questi saranno multipli di 5 centesimi, ma non direttamente, ma per arrotondamento. In effetti i prezzi dovrebbero, in Italia l’utilizzo del condizionale per questa materia è d’obbligo, restare inalterati. Cambierebbe solo al momento del pagamento, che avverrà al prezzo aggiustato dopo l’arrotondamento a quello più vicino. Per esempio se un consumatore dovrebbe 10,52 Euro, pagherebbe 10,50. Se invece 9,53 euro, allora pagherebbe 10,55. Sarà così nei fatti?

Per le famiglie sarà un altro aumento di spese

Secondo Vincenzo Donvito, presidente di Aduc, “Quando cominceranno a scarseggiare anche da noi le monetine sarà un’ottima occasione per ritoccare ulteriormente i prezzi perché, in un contesto di importi precisi, saranno pochi i commercianti che continueranno a tenere prezzi in cui compaiono i 5 centesimi, ovviamente andando verso il rialzo. Se nel 2016, le famiglie italiane hanno speso quasi 11 miliardi e mezzo di euro per la spesa alimentare complessiva – ha continuato Donvito – partendo da un aumento medio dei prezzi dello 0,2% causato da un arrotondamento per eccesso (passando da 10,58 euro a 10,6 euro), si scopre che quella stessa spesa potrebbe aumentare di circa 23 milioni all’anno. Vale a dire il risparmio ottenuto dallo Stato non coniando i ramini”. 

Le transazioni elettroniche aiuterebbero, ma sono poco diffuse

Se si pagasse con l’utilizzo di transazioni elettroniche, vedi bancomat, carte di credito, postpay, il pericolo non si pone, poiché si pagherebbe il prezzo nominale senza problemi. Però le transazioni elettroniche in Italia sono ancora poco utilizzate. La percentuale è inferiore al 14%.

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