Caso di malasanità: medici lasciano un fil di ferro nell’addome

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Un altro caso di malasanità in Italia: la paziente torna in sala operatorio dopo più di un mese di dolori lancinanti e inspiegabili per un’operazione di routine.

Caso di malasanità ad Acerra, donna rischia di morire

Un’operazione di routine: la rimozione di un calcolo. Eppure, qualcosa pare sia andato storto. A raccontare la vicenda è la donna stessa, Cira Colucci di Pianura che, dopo aver rischiato la vita, rende pubblica la vicenda a Pomeriggio 5, nel salotto di Barbara D’Urso. “Avevo dolori lancinanti, ho rischiato la vita”, afferma la donna, che dopo un periodo duro, adesso pare si stia riprendendo.

I dettagli della vicenda

Due mesi di continui e lancinanti dolori all’addome. Insopportabili, specialmente la serata. Tutto inizia il 27 maggio presso la clinica convenzionata Villa dei Fiori, dove viene effettuata l’operazione. Il calvario due ben due mesi, tempo in cui la donna si reca in clinica per controlli di routine, senza alcun particolare rilevamento del problema. “Non si preoccupi signora, – le rassicurano i medici – la dimettiamo, prenda degli antidolorifici e le passeranno”. Ma a settembre la situazione peggiora, la donna accusa febbre alta e così decide di effettuare l’ennesimo controllo presso l’ospedale Cardarelli.

La scoperta dell’errore medico

Sono proprio i medici del Cardarelli ad accorgersi della presenza di un corpo estraneo nell’uretere della donna. Con un’operazione d’urgenza l’hanno immediatamente rimosso un filo metallico rimasto all’interno dal precedente intervento. Il direttore sanitario di Villa dei Fiori, Silvio Capizzi, si difende: “Non era un intervento laparoscopico ma endoscopico, in cui la rottura del filo guida era totalmente inattesa. Il filo nella pancia, sono tutte bufale”.

Adesso, si chiede chiarezza sulla vicenda

A chiedere chiarezza sull’accaduto, il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, componente della commissione sanità. “È assurdo che una persona sia stata costretta a tornare in sala operatoria per quella che appare un’ingiustificabile sciatteria nel portare a termine l’operazione“.

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