No Tap: troppe pressioni? Il Governo prende tempo

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No tap troppe pressioni

No tap troppe pressioni. Queste stanno emergendo insieme a costi elevati di penali e darebbero il via ai lavori. Mercoledì (domani ndr.) la risposta definitiva da parte del ministero dell’Ambiente.

Il dubbio sullo stop al gasdotto

Il Governo gialloverde si è dato come scadenza sul pronunciamento per lo stop o la prosecuzione dei lavori a domani mercoledì 17 ottobre (domani ndr.). Ma sembra che si vada verso il proseguimento dell’opera. A dirlo è la ministra del Sud Barbara Lezzi, che ha dichiarato sinteticamente con un “abbiamo le mani legate“. I dubbi sullo stop ai lavori erano emersi nella serata di lunedì. In una riunione tra Conte, Lezzi, il ministro dell’Ambiente Sergio Costa e il sindaco di Meledugno Potì e alcuni esponenti e parlamentari pugliesi. Il problema sarebbe legato alle spese da sostenere per le penali. Costi definiti troppo alti “da far pagare al Paese”.

In corso le ultime verifiche

In ogni caso il Governo sta prendendo tempo e domani darà la sua risposta definitiva. È stato chiesto un supplemento di verifica del progetto, che però sembra avere tutto a norma. Il condotto trans-adriatico di 878 chilometri porterà in Europa il gas dell’Azerbaijan arrivando nel Salento. Costa ha dichiarato che “ci saranno verifiche sulle cartografie” del progetto, per verificarlo ulteriormente.

Le proteste dei no Tap

Alcuni esponenti dei movimenti No-Tap di Brindisi e Lecce che hanno fortemente criticato i 5 Stelle. Contestazioni verso i parlamentari e consiglieri del Movimento che proseguiranno e saranno più dure in caso di “via libera”. L’impatto del gasdotto ricade principalmente nella zona del leccese, dove i pentastellati hanno avuto un grande successo elettorale. Lì le proteste sono molto vivaci, anche se condotte fino ad ora in modo pacifico.

 

 

 

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