Norma fantasma pro Cri: M5S chiede la testa di Garofoli

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Norma fantasma pro Cri Conte Tria

Si torna a parlare della vicenda della norma fantasma pro Cri, inserita nel dl all’insaputa di tutti i ministri e del premier Conte. Il M5S a Garofoli, presunto autore: “o spiegi o si dimetta”. Tria lo difende: “servivano per pagare i tfr”.

M5S chiede dimissioni del capo gabinetto del Mef

Dopo le indiscrezioni uscite dal Cdm e poi confermate, in cui una norma pro Cri (Croce Rossa Italiana), ente posta in fallimento, era stata inserita nel dl della manovra, arrivano le reazioni. Il M5S pretende spiegazioni da parte di Garofoli, ritenuto l’autore della norma, inserita in due comma nell’articolo 23 del testo. I pentastellati hanno dichiarato in modo sintetico e lapidario: “o spieghi o si dimetta”. Roberto Garofoli, capo di gabinetto del Mef affidato al ministro Tria, era stato l’unico che aveva dato al Cdm di lunedì sera, una spiegazione sull’origine della norma pro Cri. Secondo la sua versione proveniva dalla Ragioneria dello Stato dopo un accordo con l’ente posto in fallimento. A chiedere le dimissioni sono stati tra gli altri Vittoria Baldino ed Elio Lannutti.

La difesa di Tria: “servivano per pagare dei tfr”

In serata però lo stesso ministro Giovanni Tria è intervenuto a difesa di testo e dirigente finiti nel mirino dei Cinque Stelle e nella bufera mediatica. Tria in una nota  titolare di via ha spiegato che “quei soldi sono per pagare il Tfr ai dipendenti”. Si legge inoltre, che “l’esigenza era stata condivisa con il ministero della Salute e sottoposta alla valutazione della Presidenza del Consiglio“. Secondo questa versione l’attacco a Garofoli e al Ragioniere Generale dello Stato Daniele Franco, sarebbero infondate e irrazionali. Resta il fatto che tra i presenti al Cdm di lunedì sera, nessuno sapesse nulla. Sarà stato un difetto di comunicazione? A Garofoli la risposta, quella richiesta dal M5S.

 

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