La buonanotte di Free Press Online: domani è un’altro giorno ma anche questo non è stato male

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Domani è un’altro giorno a Genova per gli sfollati che oggi sono entrati nelle loro case per la prima volta dopo il 14 agosto. Finalmente oggi arriva la certezza che le A24 e A25 sono in condizioni allarmanti. Sul decreto fiscale e la denuncia Di Maio su supposte manipolazioni meglio attendere domani.

Buonanotte Genova

Non è stato male oggi a Genova per gli sfollati, che finalmente sono potuti entrare nelle loro case, dopo più di due mesi di attesa. Solo per poco tempo, e con i sensori del moncone del Morandi a fare da campanellino d’allarme. Saranno sembrati un’eternità tutti questi giorni per gli abitanti della zona rossa, che il 14 agosto di fretta e furia avevano abbandonato case, oggetti e ricordi di una vita. Giorni passati con la forza della loro dignità. I pianti dei più all’ingresso delle loro case, a cui forse potranno fare accesso nei prossimi giorni, per “rubare” al ponte ciò che è sempre stato loro.

Occhio ai Parchi, sopra passa una strada pericolante

Non è stato male oggi neanche per gli automobilisti che percorrono le A24 e A25, che hanno avuto certificato che le strade cadono a pezzi. Non è che ieri non lo sapessero, ma sentirselo dire prima dal Ministro Toninelli e poi dalla stessa società di gestione “Strada dei Parchi”, di certo avrà fatto un certo effetto. La situazione qui è talmente pessima, da fare esclamare al ministro Toninelli “È una situazione allarmante”. Disarmante direi, visto che non penso che nelle condizioni odierne i piloni e le gallerie si siano ridotte dal 4 marzo a oggi. La conferma la dà la stessa Strada dei Parchi, che non solo ha confermato le condizioni penose della struttura e che ha anche chiesto soldi per i lavori ma si è affidata al ministro per le eventuali chiusure o riduzioni di traffico. Domani qui sarà davvero un altro giorno, in cui però si dovrà intervenire e presto. Dei soldi del pedaggio per il transito, il più caro d’Italia, non vi è notizia sull’utilizzo, ma questo fino a ieri, domani si vedrà.

Giuseppe Conte

Conte chiamato a ricucire lo strappo

Ieri notte l’italiano esperto giallista si era addormentato pensando di risolvere il rebus della manina maldestra che di nascosto avrebbe scritto parte del decreto fiscale in modo furtivo e discreto. Nella mattinata l’ironia dei social divampava già su Di Maio e Mattarella che al telefono si chiedevano dove fosse il decreto. Con il passare delle ore, con tutti a cercare il monello con le mani ancora sporche di cioccolata, l’ironia viene messa un pò da parte. Si perché il caso diventa serio, politicamente serio. Dalla Lega e dal M5S arrivano versioni contrastanti. C’è chi dice che si sapeva tutto, e chi invece asserisce di non saperne nulla di quelle paroline scritte sul decreto. Dalle opposizioni gongolano e parte l’hashtag #governodellosbandamento, e da parte grillina si ricorda che condoni e scudi fiscali sono made Pd e Fi. Il giallo della manina appare oggi più sbiadito (dopo le rivendicazioni di Salvini), il verde della bile degli italiani invece più intenso. Soprattutto per Conte che più che doversi travestire da Poirot e risolvere il giallo, deve ricucire lo strappo al governo e deve rispondere alle note dell’Ue sulla manovra, la più discussa di tutti i tempi.

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