Decreto fiscale: pace in vista tra M5S e Lega dopo gli attriti

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decreto fiscale

Sabato mattina nuovo Consiglio dei ministri per uscire dalla crisi scatenata dalle polemiche sul testo del decreto fiscale. Si va verso un accordo politico, Conte e Mattarella fanno da intermediari per evitare una crisi di governo.

Le accuse del M5S

La tensione tra le due forze politiche soci al Governo, è scaturita dalle dichiarazioni di Di Maio che a Porta a Porta l’altro ieri sera. Il leader dei 5 stelle aveva accusato una manina di aver introdotto a loro insaputa una norma che consentiva la depenalizzazione dei reati di riciclaggio di capitali inseriti nella pace fiscale. Il testo così modificato è disconosciuto dai pentastellati, che asseriscono non essere mai stato discusso nel Cdm di lunedì sera.

Le risposte della Lega

Secondo la Lega la versione è completamente diversa. Il primo a parlare è stato Gravaglia, che ha asserito: “Tutti conoscevano il testo”, riferendosi anche ai ministri pentastellati. a dare sostanza alle parole di Gravaglia è lo stesso leader della Lega Matteo Salvini: “non si può pensare che si costruisca di giorno e distrugga di notte. Non ci sono alieni. Il decreto rimane così com’è”. Anche il sottosegretario Giancarlo Giorgetti, tirato in ballo dai pentastellati come mandante politico ha detto: “la manina è dei 5 stelle, che continuando così si andranno a schiantare”.

Un retroscena gli interventi di Conte e Mattarella

Secondo un’ultima indiscrezione, sarebbe stato il Quirinale ad avvertire il M5S di una introduzione delle norme di depenalizzazione sul riciclaggio nel testo. Questo sarebbe avvenuto, secondo le accuse di Di Maio grazie ad un burocrate. Castelli infatti punta il dito sul capo legislatore dell’Ufficio Finanze Zaccardo. Tutte idee, ma certezze e prove neanche l’ombra. Mattarella richiama all’ordine istituzionale. Conte impone un nuovo consiglio dei ministri per sabato mattina. Salvini prima gli nega la su la disponibilità, ma poi forse in vista di un accordo politico sull’argomento ha dichiarato che ci sarà. L’accordo si chiuderebbe con il lasciare intatta la soglia della sanatoria fino a centomila euro ed eliminare la depenalizzazione per il reato di riciclaggio.

 

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