Razzismo in Italia, treno Milano-Trieste: “Vicino a una negra non mi siedo”

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Razzismo in Italia

Ennesimo caso di razzismo in Italia. Questa volta presa di mira è una studentessa di Schio, a Vicenza. Mentre la ragazza viaggiava sul freccia rossa, in direzione Trieste, la sua compagna di viaggio si è spostata, indignata per avere al fianco una persona di colore. A denunciare l’accaduto, la madre adottiva della studentessa.

Caso di razzismo sul treno Frecciarossa

È accaduto ieri 21 Ottobre sul treno Frecciarossa in direzione Milano-Trieste. Shanti, studentessa dalla pelle ambrata, bella e sorridente sale sul treno e prende posto accanto una signora. Quest’ultima chiede alla ragazza se quello fosse il suo posto e di verificare controllando il biglietto. Avuto conferma di ciò, si alza innervosita, esclamando: “Ah beh, io non voglio stare vicino a una negra” e si allontana. È questo il racconto che la madre di Shanti ascolta dalla figlia, che subito dopo l’accaduto, la chiama per raccontarle la vicenda.

La vicenda arriva dopo il pestaggio avvenuto a Brindisi, dove sono stati feriti a colpi di mazza da baseball Elija K., segretario della comunità ghanese della città, insieme ad altre due persone. (Per approfondire Clicca Qui).

La denuncia pubblica sui social

A denunciare pubblicamente sui social l’ennesimo caso di razzismo, è la madre adottiva della ragazza, con un post su Facebook in cui racconta l’accaduto e a cui associa una foto della bellissima ragazza. Paola Crestani, madre di Shanti, è anche presidente dell’associazione Ciai per adozioni internazionali. Conclude il post con un bellissimo messaggio di uguaglianza e di antirazzismo: “Il mondo di oggi e del futuro è questo: un insieme di persone di tutti i colori, di diverse lingue, di culture differenti; razzisti avete già perso”.

Frecciarossa

#Ilmondodelfuturoeacolori

Dal racconto della ragazza riferito alla madre, emerge la figura positiva di un ragazzo, il quale avendo assistito all’accaduto, avrebbe preso le difese della ragazza. “Mi ha raccontato che un ragazzo che aveva assistito alla scena ha preso le sue difese dicendo alla signora di vergognarsi – spiega Paola Crestani –. Dubito che lei lo abbia fatto ma se ne è andata. Come dovrebbero fare tutti i razzisti: andarsene“.

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