Spread in aumento? Ecco chi sta pagando in perdite virtuali

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Spread in aumento

Che non ci vedono di buon occhio all’estero con lo spread in aumento, lo sanno anche quelli del governo, i muri e soprattutto i mercati finanziari, che ogni giorno reagiscono male. Le cause legate all’incertezza finanziaria sta costando più del 10% del Pil ed è pari a 198 miliardi di euro.

Spread in aumento? Ecco chi paga!

Sarebbero, secondo la Fondazione David Hume, 198 miliardi le perdite virtuali dal 4 marzo a oggi che i mercati finanziari italiani a vario titolo.  Ad essere sotto pressione i titoli azionari e obbligazionari nonché i titoli di Stato.

Secondo la nota diffusa dalla Fondazione HumeI vari tipi di perdite sono state calcolate fra tre momenti temporali, 28 febbraio 2018 (pre-elezioni); 31 maggio 2018 (insediamento governo) e il 19 ottobre 2018, tutte le stime sono prudenziali”, e precisano dalla fFondazione, che queste potrebbero essere maggiori di quelle calcolate. Il calcolo ha escluso i titoli di Stato detenuti dalla Banca d’Italia e dagli investitori esteri, nonché i maggiori oneri per il servizio del debito pubblico.

Il metodo di calcolo usato

Scendendo nel dettaglio le famiglie e le imprese italiane starebbero subendo delle perdite virtuali complessive pari a 91 miliardi di euro. Sono 50 dopo la formazione del Governo. Le perdite delle imprese ammontano a circa 32 miliardi di euro, di cui 18 dopo la formazione del Governo. “Il calcolo – spiegano dalla Fondazione Hume – è effettuato considerando esclusivamente quella parte della ricchezza finanziaria di famiglie e imprese. Questo è più sensibile alle fluttuazioni di mercato. In particolare titoli del debito pubblico, obbligazioni, quote di fondi comuni, azioni e altre partecipazioni (incluse le società non quotate).  Sono invece esclusi i depositi (bancari e postali), i titoli emessi da soggetti esteri, e varie altre forme di ricchezza più resistenti alle fluttuazioni di mercato”.

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