Escape in Europa: meglio tutti in Italia? Salvini dice no!

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Escape in Europa

Che l’Italia è circondata dal fenomeno “escape in Europa” non è una novità, ma i conti non tornano. Chi fugge per rifarsi una vita ha il bisogno di avvalorare le sue caratteristiche professionali. È successo durante la Seconda Guerra Mondiale ai perseguitati o contrari politicamente ai regimi nazisti e fascisti. In Italia arrivano in tanti e in molti non possono essere regolarizzati. L’Italia è lasciata sola e tacciata di razzismo. Salvini dice no e vuole il ripristino della legalità internazionale. I fatti di cronaca sono preoccupanti dal Nord al Sud del paese.

Il rischio di una immigrazione indiscriminata

Le persone arrivano in Europa perché fuggono da guerre, perché sono perseguitati politici. Ma arriva anche chi forse vuole sparire nell’ombra. Chissà per quale motivo, perseguitati politicamente o da forze di polizia che gli danno la caccia per reati? Non tutti sono “puliti”, é di questi che dobbiamo temere. In mezzo ci sono anche potenziali terroristi e criminali, che vengono in Italia, non per rifarsi una vita, ma per delinquere in modo indisturbato, facendo accordi con le organizzazioni malavitose locali. Esempi ve ne sono a bizzeffe: dallo spaccio di droga a San Lorenzo a Roma ai bivacchi e risse a San Berillo a Catania, dove neanche la vendita di stupefacenti manca all’appello dei reati commessi.

Gli accordi del Pd

Ma andiamo con ordine. L’Italia, grazie ad un accordo fatto dal Pd con l’Europa, scoperto e riferito da Di Maio, aveva dato l’approdo sicuro ed esclusivo ai migranti nei suoi porti. Lampedusa, Augusta, Catania, Porto Empedocle, Pozzallo, tanto per citarne alcuni, sono stati coinvolti in sbarchi di migranti salvati, dapprima dalle Ong, poi indagate per favoreggiamento all’immigrazione clandestina, e poi dalla Guardia Costiera italiana, lasciata sempre sola negli interventi.

Il caso Malta

Addirittura in acque maltesi, si sono consumati drammi con morti in mare, per il silenzio delle autorità di Malta, che non non ha messo a disposizione nemmeno un gommone per correre a salvare i migranti in mare, per poi arrivare quasi ad accusare le Autorità italiane di tardivo intervento. Questo dopo anche il silenzio radio perpetrato dalle stesse Autorità di Malta alle richieste d’intervento nelle frequenze di emergenza. Loro non ne vogliono sapere. Così sembra. Hanno il Casinò, il turismo di massa e quello di elitè che non può essere turbato. Costi quel che costi. Questo sembra e di questo lassismo Salvini è sempre stato contrario in tutte le sedi. “Ci lasciano soli” ha più volte denunciato il ministro degli interni.

Il Caso Claviere

Una solitudine, quella dell’Italia, conclamata dal caso dei respingimenti a Claviere da parte della Gendarmeria francese. Anche i minori sono stati respinti e chissà quante volte, mentre in un caso i militari francesi hanno trovato la Polizia italiana a sorprenderli. Secondo il Viminale queste operazioni “furtive” da parte dei francesi sono eseguite per evitare controlli. Le indagini sono in corso. A Claviere dicono che questi fatti succedono da sempre.

Ma perché solo ora sono emersi? Perché nessuno ha mai denunciato? Perché Amnesty Internazional si è mossa solo ora? Come è possibile che in territorio italiano la gendarmeria francese ha effettuato dei controlli a Bardonecchia a dei migrati in un rifugio di una Ong e nessuno ha fatto esplodere il finimondo? Ci sono state denunce o tentativi che sono stati scoraggiati? Qualcuno ha omesso o falsificato atti d’ufficio? Le indagini sono in corso, questo perché Salvini sta portando avanti una politica di trasparenza e rispetto delle regole.

Da Schengen a Dublino passando per San Lorenzo

Alcune di queste vanno senza dubbio cambiate, come i trattati di Dublino. Questi restringono alla permanenza del paese di accoglienza (nel caso specifico l’Italia ndr.) dei migranti, come se Schengen (il trattato sulla libera circolazione) non esistesse. Troppo facile così non credete? Salvini non ci crede infatti e va avanti. Forte anche dei fatti di cronaca. Per ultimo il degrado nel quartiere di San Lorenzo, dove a farne le spese, chissà per quale ragione e per mano di chi, una ragazza, Desirée. Quartiere in mano agli spacciatori e agli extracomunitari.

San Berillo la terra di nessuno

Ma anche a Catania, come dicevamo, non va meglio. Tra risse, spaccio, prostituzione in strada, i residenti di San Berillo durante la notte sono i veri carcerati di una città che pian piano si chiude, si stritola da sola, tra il miliardo e 600 milioni di deficit del comune, Cosa Nostra silente e laboriosa e un sindaco, Salvo Pogliese, sotto processo per peculato. Una situazione con i fiocchi e contro fiocchi, o come si dice a Catania con “la nnocca”.

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