La manina su Croce Rossa si portò un B&B a prezzo affare?

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Manina su croce rossa

Il caso della manina su Croce Rossa torna a fare parlare di se. Il Capo di Gabinetto del Mef, Roberto Garofoli, chiuse un affare grazie  all’intervento di CRI. Si tratta dell’acquisto di un B&B a prezzo stracciato.

Gli 84 milioni a CRI cassati da Conte

Il caso esplose quando Due comma che muovevano 84 milioni per la Croce Rossa, erano stati inseriti da una manina che è rimasta misteriosa nell’art 23 del decreto fiscale. Conte se ne avvede e chiede ai presenti. Nessuno rivendicò la paternità, e i provvedimenti furono stati cancellati. “Che robà” chiese Conte, e quando le domande del premier si fecero più insistenti, Roberto Garofoli spiegò il provvedimento. A sostegno dopo qualche giorno intervenne Tria, spiegando che “servivano per pagare i tfr di Croce Rossa”, messa in liquidazione. Da puntualizzare che Tria, non era a conoscenza degli affari di Garofoli.

L’acquisto a prezzo affare

Da quanto è stato riportato sul Ilfattoquotidiano.it, Garofoli riuscì, nel dicembre del 2017, grazie all’intervento di Croce Rossa a concludere ad un prezzo affare l’acquisto di un B&B a Molfetta. Garofoli non era riuscito neanche dopo 9 anni di carte bollate era riuscito ad accapararsi l’Immobile. L’intervento decisivo fu di Patrizia Ravioli, commissario liquidatore di Cri, con il nulla osta del presidente Francesco Rocca.

Il B&B di lusso con suite da 100 euro a notte

Garofoli acquista l’immobile ad un prezzo pari ad un terzo del valore peritato e ci fa un B&B. Con delle ottime recensioni il BorgoAntico34-Luxury room ha una suite reale da 100 euro a notte e camere con docce con cromoterapia. Dopo anni di liti in Tribunale e proposte di acquisto negate, si arriva alla vendita.  Le condizioni sembrarono vantaggiose  al commissario liquidatore Ravaioli, che il 18 dicembre 2017 firmò di suo pugno la procura speciale per trasferire la proprietà a Garofoli e dichiarare cessati i motivi di lite. Dieci giorni dopo, il 28 dicembre, col parere positivo del ministero, otterrà la proroga dell’incarico (170 mila euro l’anno) “fino al completamento delle operazioni di liquidazione”. Da qui la manina del Mef ad aiutare CRI. Se Garofoli e Ravaioli vogliono produrre rettifiche e chiarimenti sanno come contattarci.

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