Laboratorio per la droga a Picanello, arrestati due giovani pusher a Catania

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Laboratorio per la droga a Picanello
Fonte Foto: lasicilia.it

Laboratorio per la droga a Picanello: due arresti per i pusher, a seguito di un blitz da parte della Polizia. I due, che avevano già dei precedenti, si trovano ora al carcere di Piazza Lanza.

Chi sono i due pusher

Giuseppe Piacente, di 19 anni, e Angelo Belluso, di 22 anni, confezionavano droga a Picanello, quartiere catanese, in un vero e proprio laboratorio. I due ragazzi non sono dei volti noti alla Polizia di Catania. Piacente, infatti, ha dei precedenti di polizia per droga e Belluso dei precedenti penali per reati attinenti alla medesima materia.

I due ragazzi, a seguito del blitz della Polizia, sono stati arrestati e portati nel carcere di Piazza Lanza. Oltre al reato di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, che prevede una pena da 6 a 20 anni, è stato aggiunta l’aggravante con un aumento di pena da un terzo.

Il blitz della Polizia in Piazza Nettuno

I poliziotti del Commissariato di Borgo Ognina hanno notato in Via del Rotolo alcuni ragazzi, alcuni minorenni, che seguivano con i motorini Angelo Belluso. Quest’ultimo li portava in Piazza Nettuno, dove ad attenderli c’era l’altro compagno. I Poliziotti hanno intuito che si trattasse di spaccio e, dopo essersi recati sul posto, hanno confermato la loro ipotesi. Sono stati sequestrate anche 17 stecche di marijuana e segnalato tre clienti.

Laboratorio per la droga a Picanello

Laboratorio per la droga dove i pusher trattavano la marijuana

Non è tutto: a Picanello, all’interno di un edificio, è stato trovato un laboratorio utilizzato dai due ragazzi sia per produrre la droga e confezionarla sia con funzioni di deposito. Dopo le prime indagini, si è pure scoperto che l’immobile non aveva un regolare contratto di locazione, proprio per non lasciare tracce visibili dei nomi dei due pusher.

Tra i ritrovamenti della Polizia ci sono una busta di marijuana e 37 involucri che contenevano la stessa sostanza, due bilancini, carta d’alluminio e molte buste con annesso macchinario per sigillare i sacchetti. Oltre a questo, c’erano anche delle bottiglie di candeggina, acido cloridrico puro e vasche con piccoli residui di marijuana. Il tutto serviva ai due pusher per trattare l’erba. Sul posto sono stati inviati degli esperti di analisi tossicologiche, direttamente dal Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica per effettuare dei prelievi e i relativi esami.

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