Olio produzione nostrana con bancarotta fraudolenta limited edition

0
221
Olio produzione nostrana
Fonte Foto: inuovivespri.it

Olio produzione nostrana: arresti domiciliari per due produttori di olive in provincia di Trapani. La causa è stata bancarotta fraudolenta con tanti debiti insoluti, oltre al fallimento di un’azienda. Una notizia limited edition che ha lasciato tutti molto perplessi.

Olio produzione nostrana: 2 arresti domiciliari

La Guardia di Finanza di Castelvetrano ha posto agli arresti domiciliari due produttori nostrani di olive di Partanna. I due sono stati indagati per bancarotta fraudolenta, a causa di debiti insoluti per oltre 3 milioni di euro. Il tutto in esecuzione di un’ordinanza del Giudice per le Indagini Preliminari di Sciacca emessa su richiesta della Procura.

Le dichiarazioni dell’accusa

Secondo quanto dichiara l’accusa, i due produttori nostrani, al fine di continuare a beneficiare di finanziamenti bancari ed operare senza debiti commerciali, avrebbero: “Distratto le poste attive della società mandata in fallimento a beneficio di altre due aziende: una società agricola già esistente e a loro intestata e una nuova, costituita ad hoc, intestata ad una prestanome“.

I due uomini indagati hanno, infatti, simulato dei contratti di comodato d’uso con la neo società costituita a cui hanno ceduto a prezzi irrisori sia macchinari che attrezzature, senza mai saldare la fattura di vendita. Nella neo società sono stati, anche, assunti quasi tutti i dipendenti di quella fallita. Alcuni hanno dichiarato di disconoscere addirittura di essere passati alla dipendenza della nuova società, che veniva gestita dai due titolari indagati. Attraverso delle intercettazioni telefoniche, si è potuto confermare che i titolari ogni giorno si tenevano in contatto con i clienti italiani ed esteri, stabilendo prezzi, modalità di spedizione e di fatturazione.

Olio produzione nostrana
Fonte Foto: itacanotizie.it

Olio produzione nostrana: sottrazione di rimanenze in magazzino

Ad aggravare il fatto è stato l’accertamento di una sottrazione di rimanenze in magazzino per un valore di circa mezzo milione di euro. I militari le hanno individuate grazie all’analisi dei codici di alcuni lotti sequestrati nel corso di un’inchiesta parallela su una presunta: “Frode in commercio che ha coinvolto sia la società fallita che la new company, derivante dalla accertata vendita di olio ‘Nocellara del Belice dop’ contraffatto e adulterato“.

Incrociando la numerazione progressiva dei lotti sequestrati con i dati immessi dalla società fallita nella banca dati “Portale dell’Olio d’Oliva“, i finanziari hanno dimostrato che i lotti sequestrati equivalevano a quantità di olio prodotte dalla società fallita. Questa le aveva distratte, senza alcuna cessione legalmente riconosciuta, a favore della nuova società che le aveva, successivamente, messe in commercio.

Vuoi rimanere sempre aggiornato?
Seguici su Facebook, Twitter e iscriviti al nostro canale Telegram.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Inserisci il tuo nome qui