Guerra sull’anticorruzione: Lega “via trasparenza fondi partiti”, M5S “no”

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Guerra sull'anticorruzione

Tra il M5S e Lega vi è in corso una guerra sull’anticorruzione. Il conflitto si sta consumando al di là delle rassicurazioni che due leader danno sulla compattezza del governo.

La trasparenza sui fondi dei partiti

Procediamo con ordine spiegando cosa vogliono i leghisti. L’art 9 del disegno di legge detto anticorruzione prevede che vi sia trasparenza sui conti dei partiti e delle fondazioni estendendo questa sia estesa anche alle donazioni. Capofila della richiesta di stralcio è il capogruppo leghista in commissione Giustizia Igor Iezzi. Luigi Di Maio ha risposto che “i problemi della Lega non mi interessano”. Al suo leader di partito fa eco il ministro Alfonso Bonafede che ha dichiarato: “Qualcuno forse pensava scherzassimo, che fosse un vuoto annuncio come nelle migliori tradizioni della vecchia politica e quindi ecco spuntare emendamenti soppressivi laddove si dispone la pubblicazione obbligatoria di ogni contributo ricevuto dai partiti e il divieto di riceverne dall’estero. Noi non faremo alcun passo indietro”.

Il carcere per gli evasori

Tutto questo accade a meno di una settimana dal voto in aula sul decreto sicurezza. Per quest’ultimo Matteo Salvini nei giorni scorsi aveva preannunciato che potrebbe ricorrere al voto di fiducia, onde evitare problemi ed allungamenti sulla sua approvazione. Un’altra polemica è quella relativa alla misura di reclusione fino ad 8 anni per gli evasori fiscali. I leghisti e le opposizioni dicono di averlo appreso dai media, e che l’emendamento no è stato mai depositato. Da qui le smentite del Movimento cinque Stelle.

Riforma prescrizioni

Il fulcro nevralgico della discussione risiederebbe nella proposta che il ministro Bonafede, di stoppare le prescrizioni dopo il giudizio di primo grado. Dal mondo degli avvocati e dalla leghista Buongiorno piovono critiche a iosa. Non si garantirebbe così un giusto processo, sarebbe una bomba atomica sul processo penale dicono. Fatto sta che, nonostante ci siano le rassicurazioni da parte del M5S che, i Tribunali avranno più magistrati, più personale amministrativo, grazie agli investimenti nella manovra, tutti parlano di processi che allungandosi non saranno più garantisti verso i cittadini. Nessuno di loro però parla di pena certa, che non sembra proprio interessare. Chissà perché?

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