Tecnologia e i giovani, quando lo smartphone supera i classici passatempi

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Tecnologia e giovani
Fonte Foto: vocedinapoli.it

Tecnologia e giovani: un mix potentissimo e difficile da controllare. Sono sempre più i giovanissimi che si divertono maggiormente in compagnia di un cellulare piuttosto che dei loro compagni. Un tempo si giocava a palla in strada, ora basta uno smartphone, un tablet e non c’è passatempo migliore.

Tecnologia e giovani: i nuovi genitori “digital-first”

Lo sviluppo tecnologico è sicuramente un vantaggio per la società, ma come tutte le cose ha i suoi pro e i suoi contro. Il telefonino, in Italia, è utilizzato e amato da sette bambini su dieci che passano oltre due ore al giorno con gli occhi incollati allo schermo.

Secondo un rapporto di My first device di Norton by Symatec, a soli 10 anni in media già i bambini posseggono il loro primo smartphone personale. Su 7.000 genitori di dieci paesi europei e mediorientali, i genitori “digital-first” permettono, infatti, ai loro giovani figli di avere un proprio cellulare. Così facendo, i bambini crescono pensando che non sia possibile un mondo scollegato del tutto dalla tecnologia. Si abbandonano sempre più i cari vecchi libri, in favore di e-book, i giochi da tavolo sono sostituiti da giochini scaricati dal market place. Un mondo sempre più ricco, ma povero allo stesso tempo.

“La tecnologia può fare danni anziché aiutare”

La tecnologia può diventare una vera e propria dipendenza, se usata scorrettamente. L’ad di Apple Tim Cook ha lanciato un messaggio alla conferenza UE sulla privacy sostenendo che: “La tecnologia può fare danni anziché aiutare. Oggi può in realtà ingrandire le peggiori tendenze umane o rendere più profonde le divisioni, sino ad arrivare a minare il discernimento tra quello che è vero e quello che non lo è“.

In realtà, la tecnologia di per sé è innocua, il suo uso dipende da noi. Quello che più spaventa è che: “Tutto, dalle nostre speranze alle nostre paure, è racchiuso in profili e le società digitali ci conoscono meglio di noi stessi, tanto da limitare anche le notizie in base a quello che ci interessa. Questa è sorveglianza“.

Il tutto deve fare riflettere a quanto potente sia la tecnologia. Fa ancora più paura questo pensiero se si associa il fatto che lo sviluppo tecnologico si “impossessa” di noi già da giovanissimi, quando l’unico passatempo dovrebbe essere colorare o disegnare.

Tecnologia e giovani
Fonte Foto: familyandmedia.it

La tecnologia non fa male: la risposta di uno studio inglese

Parte integrante della quotidianità di ciascuno, la tecnologia, secondo uno studio inglese, pubblicato su Child Indicators Research, non porterebbe svantaggi nella vita di nessuno, soprattutto dei più giovani. È stato calcolato che l’utilizzo di telefoni, pc e videogiochi non ha causato alcun danno alle capacità intellettive dei ragazzi. Si è notato, anche, che la tecnologia non porta via tempo alle attività quotidiane e i bambini la utilizzano per fare ciò che comunque farebbero, come giocare con i propri amici. Alcune capacità, addirittura, si svilupperebbero ugualmente e anzi più velocemente. Nessuna influenza negativa, quindi, ma anzi un modo di migliorare e velocizzare le attività quotidiane.

Tecnologia e giovani: il mondo segreto degli sms

Che ne sanno i giovani di oggi dei cari e vecchi sms? Le nuove applicazioni di messaggistica istantanea come Facebook Messenger, Telegram, Viber e WhatsApp, che si aggiornano continuamente (per sapere le novità di WhatsApp, Clicca Qui), hanno definitivamente preso il posto degli sms. Molti giovani sorridono quando i genitori inviano loro degli short message, perché risultano essere desueti. I ragazzi di oggi sanno solo che esistono, ma non li usano più. Non sapranno mai l’ebbrezza che, in questo periodo, si provava aspettando la Christmas Card, che permetteva di avere solo 100 sms gratis che dovevano bastare per tutto il periodo natalizio. Non 100 sms in 10 minuti, ma 100 in un intero mese.

Per comunicare, spesso, si usavano anche gli “squilli”, adesso basta semplicemente essere online per scambiarsi migliaia di messaggi istantanei, foto, video, audio… Era un’epoca sicuramente meno sviluppata tecnologicamente ma più ricca. Si dedicavano canzoni, libri, frasi e si cercava di fare rientrare il tutto all’interno dei 160 caratteri disponibili in un sms e le faccine si disegnavano con i segni della punteggiatura.

Numeri alla mano: si mandavano nel mondo, nel 2000, 17 miliardi di sms e nel 2012 8mila miliardi. Subito dopo, l’arresto. Oggi si inviano pochi miliardi di sms in un anno nel mondo, mentre su WhatsApp oltre 55 miliardi di messaggi al giorno.

Tecnologia e giovani
Fonte Foto: totalità.it
I rapporti sono sempre più… telematici

La tecnologia e i giovani: a mutare sono anche le interazioni sociali. La maggior parte dei ragazzi, spesso, non riesce a distinguere i rapporti reali da quelli telematici. Un mi piace, una “reazione” ad un post vale molto di più di vedersi e prendersi un caffè. È indubbio che utilizzare uno smartphone per tenersi in contatto costituisce un vantaggio per tutti, ma bisogna creare ricordi veri e autentici fatti di presenza e tempo dedicato. Spesso i giovani si allontanano tra loro perché non si conoscono abbastanza, eppure si “seguivano” su Instagram… È triste pensare ad un mondo in cui le dita sfiorano più cellulari che volti.

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