Incostituzionale l’obbligo di informare sulle indagini i superiori

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obbligo di informare sulle indagini Matteo Renzi

Fortemente contestata dal procuratore del capoluogo pugliese, Giuseppe Volpe, oggi è arrivata la sentenza che rende incostituzionale l’obbligo di informare sulle indagini i superiori. Grazie alla norma che fu introdotta nell’agosto del 2016 da Renzi, che attraverso questa venne a conoscenza dell’indagine Consip.

Il caso Consip e la fuga di notizie

Le prime fughe di notizie sul caso della più grande centrale di acquisti dello Stato avvennero proprio a luglio, un mese prima dell’approvazione della legge che dava l’obbligo di informare i superiori sull’esito delle indagini in corso. Questo a permise, salendo nella scala gerarchica di essere informati sul caso Consip per l’ex ministro dello Sport Luca Lotti e il generale dell’Arma Tullio Del Sette. L’ad Luigi Marroni, intercettato il 20 dicembre 2016, confessò al capo dell’ufficio legale di sapere dell’esistenza degli accertamenti “4-5 mesi” prima. Ora si rischia di arrivare ad un nuovo rinvio a giudizio.

La parziale abrogazione del segreto investigativo

Il procuratore di Bari Giuseppe Volpe, ha sempre sostenuto che la norma di fatto abrogasse parzialmente il segreto investigativo. Il Governo per il procuratore del capoluogo pugliese, inoltre, era andato oltre la delega del Parlamento. Questa norma avrebbe, pertanto legittimato la fuga di notizie. La Suprema Corte, oggi si è espressa per l’incostituzionalità di quel provvedimento governativo. Volpe ha commento dicendo che “la sentenza come “un grandissimo successo”. Il magistrato ha spiegato che la legge rischiava di “compromettere il segreto istruttorio e la stessa obbligatorietà dell’azione penale”. Il ricorso è stato scritto personalmente dal procuratore di Bari, rappresentato nel giudizio dai professori Giorgio Costantino e Alfonso Celotto.

Il dl. 177 2016 e i motivi di incostituzionalità

Il comma 5 dell’art. 18 del decreto legislativo n. 177 del 2016 prevede che, a fini di coordinamento informativo, “i vertici delle Forze di Polizia adottino istruzioni affinché i responsabili di ciascun presidio di polizia interessato trasmettano alla propria scala gerarchica le notizie relative all’inoltro delle informative di reato all’autorità giudiziaria, indipendentemente dagli obblighi prescritti dalle norme del codice di procedura penale”. Secondo la Corte Suprema, che riconosce le esigenze di coordinamento informativo poste a fondamento della disposizione impugnata, ha ritenuto meritevoli di tutela le argomentazioni sull’impugnazione e lesiva delle attribuzioni costituzionali del pubblico ministero, garantite dall’articolo 109 della Costituzione, la specifica disciplina della trasmissione per via gerarchica delle informative di reato.

 

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