Caso Nomine Campidoglio: Raggi assolta, il fatto non costituisce reato

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Sul caso nomine Campidoglio Raggi assolta perché il fatto non costituisce reato. Così si è espresso il Tribunale di Roma.

Il fatto non costituisce reato

È esplosa in un lungo pianto Virginia Raggi alla lettura della sentenza del Tribunale monocratico di Roma, che l’ha assolta dal reato di falso in atto pubblico. Al processo la sindaca di Roma è arrivata per la nomina di Renato Marra a capo del dipartimento Turismo del Campidoglio. La stessa nomina era stata poi revocata da Raggi poiché vedeva un aumento di 20mila euro l’anno di retribuzione di Marra. Secondo l’accusa la sindaca era stata dapprima influenzata dal fratello di Marra, Raffaele, che era al capo della gestione del personale al Comune di Roma. Successivamente avrebbe mentito all’Anac affermando che la nomina di Renato Marra era stata fatta in piena autonomia e senza i condizionamenti del fratello Raffaele.

Virginia Raggi in lacrime di gioia

La sindaca della Capitale ha atteso in aula la lettura del dispositivo. Era  arrivata accompagnata dal marito Andrea Severini. E’ la prima volta che lui l’accompagna da quando è cominciato il processo. In Aula, oltre a tanti giornalisti, presenti anche alcuni consiglieri M5S. Termina così un procedimento a cui si è arrivati velocemente e che ha fatto stare con il fiato sospeso tutta l’Italia. Infatti in caso di condanna vi era lo spettro delle dimissioni dovute per gli effetti del codice etico del M5S, come più volte specificato in questi giorni da Luigi Di Maio.

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