Morte Desirèe: fermato italiano 36enne lo spacciatore di psicofaramaci

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Morte Desirèe fermato italiano

Nuova svolta nelle indagini per la morte di Desirèe arrivano dal Commissariato di San Lorenzo i cui uomini hanno fermato un italiano, che si pensa possa aver fornito gli psicofarmaci utilizzati durante lo stupro che ha portato alla della giovane. Si tratta di un italiano, Marco Mancini di 36 anni.

Il pusher italiano

Gli uomini del Commissariato di San Lorenzo erano già sulle sue tracce dell’uomo. Ieri pomeriggio è stato fermato nei pressi della fermata Pigneto della Metropolitana C di Roma. Dalla perquisizione personale è emerso che l’uomo aveva con se 12 dosi di cocaina e e psicofarmaci di vario genere. Secondo gli inquirenti il fermato spaccia le sostanze anche a chi frequentavai locali nel quartiere San Lorenzo compresi i minorenni. Potrebbe essere stato lui a cedere la dose che ha ucciso la 16enne.

La morte di Desirèe

Dall’autopsia della ragazza trovata morta all’interno dell’edificio di via De Lucani 22, nel quartiere di San Lorenzo, era emerso che a ucciderla era stato un cocktail composto da Quentiax, Tolep, Aliprazolo Focus e Tranquilit, utilizzato nei casi di bipolarismo e schizofrenia. Chi le fornì il mix di psicofarmaci, secondo gli inquirenti sapeva che per la giovane poteva risultare letale. La giovane era in crisi di astinenza da eroina, e quella sera aveva ingoiato di tutto, comprese delle gocce di metadone. Successivamente la ragazza, in agonia, avrebbe subito uno stupro di gruppo.

Gli accusati

In carcere per la sua morte ci sono i due senegalesi Mamadou Gara e Brian Minteh e il nigeriano Chima Alinno soprannominati rispettivamente Paco, Ibrahim e Sisco. Loro insieme al gambiano Yusif Salia, Youssef, fermato a Foggia, sono accusati di aver drogato, ucciso e violentato la ragazzina trovata morta nella notte fra giovedì 19 e venerdì 20 ottobre.

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