Pernigotti conferma chiusura Novi Ligure. Di Maio incontrerà i vertici Toksoz

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Pernigotti conferma chiusura Novi Ligure

La proprietà della Pernigotti, la Toksoz, conferma la chiusura dello stabilimento di Novi Ligure. A riferirlo i sindacati presenti al tavolo di negoziazione presso il Ministero dello Sviluppo Economico.

Di Maio non ci sta

Il ministro Luigi Di Maio, fanno sapere i sindacati, ha comunque intenzione di incontrare i vertici della proprietà. La Toksoz oggi era  presente solo con i propri consulenti. Il ministro ha anche annunciato che proporrà un disegno di legge. Con questo introdurrà dei vincoli con i quali sarà impedito di sradicare i marchi storici dal loro territorio di origine: “Entro fine anno il governo farà una norma, una proposta di legge che leghi per sempre i marchi ai territori”.

Mantegazza: “una truffa a danno dei lavoratori e consumatori”

Fin dall’inizio delle contrattazioni al Mise, gli operai della Pernigotti erano in presidio all’ingresso del ministero a distribuire cioccolatini. Le richieste dei sindacati riguardavano la cassa integrazione straordinaria per 2 anni, per “trovare una soluzione adeguata per tenere insieme il marchio con la produzione, e la vendita del marchio Pernigotti da parte del gruppo turco Toksoz se smette di produrre in Italia“. Il segretario generale Uila Stefano Mantegazza ha definito la scelta di delocalizzare la produzione come una truffa non solo per i lavoratori ma anche per i consumatori che comprano cioccolatini Pernigotti con il marchio italiano che verranno invece prodotti in Turchia.

Tutelare il vero Made in Italy

I sindacati hanno chiesto un intervento legislativo per tutelare i marchi storici dell’agroalimentare italiano, legandoli al luogo di produzione. Lo ha sottolineato Onofrio Rota, segretario della Cisl. “Sarebbe un precedente pericolosissimo”, ha denunciato Ivana Galli, segretario generale Flai.”La Pernigotti non è in crisi e che la volontà dell’azienda è strategica per trasferire la produzione alle cooperative“.

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