Manovra economica, Conte Juncker: prove di accordo sul deficit

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Conte juncker prove di accordo

Ieri sera a Bruxelles l’attesissima cena per parlare della manovra economica, tra Conte e Juncker, che hanno fatto delle prove di accordo. Ma nulla di più. Parti più vicine? senza dubbio nel dialogo si. Neri numeri si resta ancora distanti.

Prove di dialogo con l’Europa, mail 2,4% è troppo

La distanza tra l’Italia e l’Europa è rappresentata da uno 0,4% in meno del rapporto deficit/Pil. Questo è quello che Juncker ha chiesto a Conte. Rivedere pertanto il documento programmatico sottostante alla legge di bilancio 2018 a firma gialloverde. In soldoni questo vale circa 6-7 miliardi di euro, ovviamente in meno nella voce spesa. La richiesta è stata fatta dal presidente della Commissione europea con toni distesi. Lo stesso Juncker ha detto “Non siamo in guerra, anzi ti amo Italia“. Conte che ha spiegato la filosofia che sta dietro alla manovra italiana, definita da molti “un azzardo“, senza molti eufemismi, si è detto ad una collaborazione costruttiva. Alle richieste dell’Europa, Conte ha posto l’alternativa di un investimento pari a 4 miliardi per la crescita.

Mano tesa per evitare infrazione. Tria aveva previsto tutto

Dalla cena tra Juncker e Conte, accompagnato dal ministro di Economia e Finanze Giovanni Tria, si esce pertanto con una mano tesa, non solo per le foto di rito, ma anche per evitare le sanzioni per infrazione. Il debito va sceso, basta trovare il modo. Ma il modo che viene proposto dall’Eu non piace, soprattutto ai due vice Salvini e Di Maio, che del 2,4% ne hanno fatto un caposaldo imprescindibile. Chissà cosa pensa ora Tria, visto che durante i concitati giorni in cui veniva formulato il Nadef, aveva più volte espresso la sua idea che bisognava lavorare con valori di deficit più bassi. Tria aveva lo ipotizzato a 1,6% e già un valore di 2.0% era digerito a fatica dal capo del Mef. Fatto sta che si va verso quel numero, che in un modo o nell’altro va perlomeno avvicinato.

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