Decreto sicurezza, chiesta fiducia anche alla Camera. Domani il voto

0
242
Decreto milleproroghe montecitorio

Il decreto sicurezza sarà votato con il voto di fiducia anche alla Camera. Ad darne notizia all’Assemblea di Montecitorio è stato il ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro. La votazione si terrà il 26 novembre alle 17.10 e sarà preceduta dalle dichiarazioni di voto, che inizieranno alle 15.45.

Borghi: “la fiducia è contro il M5s”

Un lungo applauso da parte dei parlamentari di Lega e M5S ha salutato l’annuncio del ministro Fraccaro. Tra i banchi dell’opposizione si è urlato “vergogna”. A sottolineare il suo dissenso il deputato del Pd Enrico Borghi, che ha spiegato come “questa fiducia venga posta senza ostruzionismo e a fronte del ritiro di tantissimi emendamenti. Ai colleghi di M5S dico: è una fiducia contro di voi“.

Fratoianni: “Questo produrrà solo guai sociali”

Nicola Fratoianni di Liberi e Uguali, si è unito al dissenso scrivendo su Twitter: “Come prima, più di prima, peggio di prima: ovvero il governo Salvini-Di Maio. Mettono la fiducia, come facevano il Pd e i governi Renzi e Gentiloni. Se ne infischiano del Parlamento. Hanno paura che le loro leggi siano bocciate o siano migliorate nelle aule”. Per il deputato si impedisce “così il confronto in Parlamento. Cosi permettono che vengano approvate leggi incostituzionali, inutilmente feroci, che produrranno solo guasti sociali, odio e paura. Gli applausi dai banchi del M5S alla richiesta del voto di fiducia fanno solo una immensa tristezza…“.

Delrio: “Aula zittita per consentire scambio di favori”

Secondo l’ex ministro dei Trasporti e presidente dei depudati del Pd Graziano Delrio “La richiesta di fiducia non ha mai avuto motivazioni così chiare come quelle che sono alla base di quella sul decreto sicurezza. Dopo il ritiro degli emendamenti in commissione da parte nostra, dopo la dimostrata inesistenza di rischi di dilatazione dei tempi per il voto finale, la necessità di chiudere la bocca alle considerazioni dei deputati cinquestelle che in questi giorni hanno manifestato le loro critiche al provvedimento resta l’unico motivo per cui è stato bloccato il confronto in Aula”.

Si impedisce la libera discussione in Parlamento per questioni politiche interne alla maggioranza e per consentire che lo scambio di favori tra i partner della maggioranza vada in porto senza rischi per i contraenti – ha continuato Derio – .Ciò è ancora più grave perché avviene su misure che ledono i fondamentali diritti delle persone e finiscono per aumentare l’insicurezza dei cittadini”.

Vuoi rimanere sempre aggiornato?
Seguici su Facebook, Twitter e iscriviti al nostro canale Telegram.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Inserisci il tuo nome qui