Berlusconi, Corte Strasburgo non emette sentenza

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Si frantuma il centrodestra Berlusconi

Sul caso Berlusconi la corte di Strasburgo si pronuncia. Lo fa non emettendo la sentenza sul caso che ha visto il Cavaliere decaduto da Senatore per la legge Severino. In virtù della stessa legge Severino Berlusconi non è stato candidabile alle elezioni del 4 marzo scorso.

Caso Berlusconi chiuso

In una lettera i legali di Berlusconi, ritornato candidabile grazie al pronunciamento del Tribunale di Milano, avevano ritirato il ricorso alla corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo. Dalla sentenza della corte, infatti il Cavaliere non avrebbe avuto dei benefici. Nel ricorso Berlusconi ha affermato che la legge Severino non avrebbe dovuto essergli applicata nel 2013. Questo perché i reati per cui era stato condannato, e per cui quindi perdeva il diritto a sedere in Parlamento e presentarsi come candidato in tutte le elezioni, erano stati commessi prima dell’entrata in vigore della legge.

Restano i dubbi sulla legittimità della legge Saverino

Oggi il pronunciamento della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, chiude definitivamente il caso, non emettendo la sentenza. Così reterà il dubbio se siano stati o meno, nell’applicazione della legge Saverino, violati i diritti dell’uomo.

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