Nella morsa dell’era digitale: quando la rete causa dipendenza

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Dipendenza da internet

L’avvio di Internet ha segnato un cambiamento epocale nella vita di tutti i giorni, riducendo le distanze e facilitando l’accesso immediato e la diffusione costante di notizie e informazioni di cui, tuttavia, occorre discernere l’utilità. Si tratta, quindi, di un mezzo indispensabile ma che nasconde anche molti rischi. In questa rete intricata, infatti, non è facile districarsi e a volte è possibile perdersi e rimanere intrappolati nel mondo virtuale. Con l’evoluzione dei mezzi di informazione di massa, quindi, sono emerse anche nuove condizioni problematiche e vere e proprie dipendenze associate al World Wide Web. Si tratta di un fenomeno che non può essere sottovalutato in quanto, pur colpendo soprattutto le nuove generazioni, coinvolge anche adulti e anziani. D’altronde, il 40% della popolazione mondiale possiede una connessione ad internet e gli utenti che ne fanno uso aumentano di anno in anno.

Che cos’è la dipendenza?

Per poter definire la dipendenza da internet occorre prima accennare al concetto stesso di dipendenza. L’Organizzazione Mondiale della Sanità la definisce come quella condizione psichica, e talvolta anche fisica, determinata dall’interazione tra una persona e una sostanza tossica. Ciò comporta il bisogno compulsivo di assunzione, continuativa o periodica, della sostanza, in modo da provare i suoi effetti psichici ed evitare gli eventuali malesseri associati ad una sua privazione. La dipendenza incide consistentemente sul comportamento del soggetto, portandolo a ricercare la sostanza o l’attività di cui si diventa, a tutti gli effetti, schiavi, con delle cadute anche a livello psicologico, in quanto si rimane completamente assorbiti dal pensiero dell’assunzione. Vengono, inoltre, danneggiate le diverse aree di funzionamento del soggetto, dal lavoro, alla vita sociale e affettiva, fino ad attività ludiche e ricreative che smettono di essere fonte di piacere.

La dipendenza da internet

Il termine Internet Addiction Disorder (IAD) venne introdotto nel 1995 dallo psichiatra americano Ivan Goldberg. Esso fa parte delle nuove dipendenze e, in particolare, di quelle senza sostanza. Si può parlare di dipendenza da internet quando la maggior parte del tempo e delle energie del soggetto vengono occupate nell’uso della rete, portando, come in altre dipendenze, a consistenti cambiamenti e disfunzioni nelle principali aree della vita del soggetto (personale, relazionale, scolastica, familiare e affettiva). L’Internet Addiction Disorder può presentare caratteristiche similari alle altre dipendenze. Anche in questo caso, infatti, abbiamo la tolleranza, il craving, l’assuefazione, e la sindrome d’astinenza. Il soggetto, quindi, sentirà il bisogno incontrollabile di stare su internet, aumentandone sempre di più la quantità di tempo e accedendone ad intervalli sempre più ravvicinati. L’impossibilità di utilizzo del computer genera, inoltre, irritabilità, ansia o tristezza. Va sottolineato, tuttavia, come il DSM 5 non inserisca l’IAD all’interno della categoria “Disturbi correlati a sostanze o disturbi da addiction” in quanto a livello scientifico, ad oggi, non si riscontrano sufficienti evidenze per poterne definire specifici criteri e collegarlo ad altri gruppi psicopatologici. Tuttavia, la comunità scientifica non ha sottovalutato il fenomeno. A testimonianza di ciò il DSM 5 ha inserito il disturbo da gioco su internet all’interno della terza sezione del manuale, in cui vengono elencate quelle condizioni che richiedono ulteriori ricerche per essere considerate dei veri e propri disturbi.

Dipendenza o dipendenze da internet?

L’Internet Addiction Disorder comprende al suo interno alcune sottocategorie che si associano al tipo di attività che viene svolta in rete. Tra queste abbiamo:

  • La Cyber-Relational Addiction: è la dipendenza dalle relazioni virtuali sia di natura sentimentale che amicale. Ci si avvale, quindi, di chat, forum, social networks, per costruire rapporti che, tuttavia, rimarranno confinati al web. Ciò comporta una riduzione degli scambi e delle occasioni di incontro con familiari e amici;
  • Information Overload: si tratta di una forma di sovraccarico cognitivo determinato dalla costante ricerca di informazioni su internet. Il tempo dedicato alle proprie ricerche va, quindi, ad inficiare quello associato alla vita quotidiana;
  • Cybersexual Addiction: è la dipendenza dal sesso virtuale, che prevede un uso compulsivo di siti pornografici o di sesso virtuale mediante chat per adulti;
    Net Compulsion: è la dipendenza da gioco su internet, citata anche dal DSM-5, che prevede il completo coinvolgimento in attività online associabili anche al gioco d’azzardo (ad esempio poker online), allo shopping compulsivo e ai giochi di ruolo. Essa va distinta dalla Computer Addiction, ovvero la dipendenza da gioco offline che non prevede l’interazione tra più giocatori mediante l’uso della rete internet.
  • Net Compulsion: è la dipendenza da gioco su internet, citata anche dal DSM-5, che prevede il completo coinvolgimento in attività online associabili anche al gioco d’azzardo (ad esempio poker online), allo shopping compulsivo e ai giochi di ruolo. Essa va distinta dalla Computer Addiction, ovvero la dipendenza da gioco offline che non prevede l’interazione tra più giocatori mediante l’uso della rete internet.

Potenziali cause

Ad oggi non sono state definite specifiche cause dell’insorgenza dell’Internet Addiction Disorder. In ambito neurobiologico, tuttavia, si è ipotizzata l’esistenza di un disequilibrio tra il sistema della serotonina e quello della dopamina. Tali ormoni svolgono un’importanze funzione di mediazione sulla regolazione dei comportamenti, in particolare sulla disinibizione comportamentale e sul meccanismo di gratificazione. I livelli serotonina e dopamina possano, però, modificarsi non solo a seguito dell’assunzione di specifiche sostanze ma anche in associazione a diverse attività come il ricevere un abbraccio o una parola di conforto. Ciò lascia intendere come l’IAD possa essere collegato a determinate reazioni emotive e mentali emergenti dalla rete che svolgerebbero, di conseguenza, una funzione di rinforzo. Alla base di tale dipendenza potrebbe esserci, quindi, un numero ridotto di recettori dopaminergici, oppure un’inadeguata quantità di serotonina che ridurrebbe il piacere sperimentato nelle attività quotidiane, con la conseguente tendenza a cercare nella rete un’adeguata gratificazione. Tali meccanismi potrebbero, quindi, essere alla base della dipendenza da internet.

I fattori di rischio

Nel definire i fattori di rischio dell’IAD, facciamo riferimento ad elementi personologici, ambientali e genetico-fisiologici. Per quanto concerne il primo aspetto, si sottolinea come soggetti con bassa autostima, difficoltà sociali, sensibilità nei rapporti interpersonali, tendenza ad ossessioni e compulsioni siano maggiormente portati a sviluppare tale condizione, in quanto la dipendenza rappresenterebbe una forma di evitamento delle situazioni temute. Per fattori ambientali intendiamo da un lato la disponibilità di un computer con una connessione ad internet, dall’altro la presenza di eventi di vita sfavorevoli. Infine, per quanto riguarda l’ultimo elemento, emergerebbe una maggiore incidenza negli uomini rispetto alle donne e, in particolare, gli adolescenti maschi risulterebbero i soggetti più a rischio. Le differenze di genere, inoltre, riguarderebbero anche il tipo di uso che di esso se ne fa. Gli uomini, infatti, sarebbero più attratti da siti a sfondo sessuale mentre le donne dalla sperimentazione di relazioni e interazioni in chat.

Disturbi associati

Non vi sarebbero specifici tipi di personalità associabili del tutto alla dipendenza da internet, pur essendo presenti potenziali comorbilità con disturbi depressivi, d’ansia, sindrome da deficit di attenzione/iperattività o disturbo ossessivo compulsivo. I soggetti dipendenti da internet tendono, tuttavia, a manifestare con maggiore facilità condizioni ansiogene, calo del tono dell’umore, insonnia e disregolazione dei ritmi sonno/veglia, e ritiro sociale.

Conseguenze e potenziali rimedi

Come abbiamo già accettano la dipendenza da internet ha una consistente ricaduta sul funzionamento complessivo del soggetto. In particolare vi sarebbe il rischio di fallimento scolastico, di perdita del lavoro o di rottura del matrimonio. Ciò accade perché il desiderio di stare su internet è così incontrollabile da portare il soggetto a mettere da parte tutte le attività sociali, familiari, scolastiche e lavorative. E’ possibile intervenire su tale condizione di malessere attraverso un percorso mirato di psicoterapia. I diversi modelli terapeutici si sono già occupati di dipendenza da sostanze e hanno iniziato a trattare, quindi, anche tali condizioni più recenti. Pur sottolineando l’importanza di ogni approccio psicoterapeutico, i modelli che sono risultati più efficaci sono quelli cognitivo-comportamentali, gli strategici e i familiari. Anche il trattamento farmacologico svolge un ruolo di grande rilevanza. E’ previsto, infatti, l’uso di stabilizzatori dell’umore e antidepressivi che riduce le condizioni connesse alla depressione e all’ansia, e di modulatori glutamatercici e antagonisti degli oppioidi che hanno mostrato un’ottima efficacia nel controllo del craving (desiderio di assunzione).

Bibliografia e Sitografia
American Psychiatric Association (APA) (2014), DSM 5. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, quinta edizione, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2014.
Scaramozzino D., Rabuffi M., https://www.istitutopsicoterapie.com/dsm-5-dipendenze-da-non-sostanze-linternet-addiction-disorder/  

Dottore Davide Ferlito 

Email: ferlitodavide.ct@gmail.com
Cell. 3277805675

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