Hiv nuovi casi a Lucca, l’85% sono maschi: infezione non ancora debellata

0
62
Hiv nuovi casi a Lucca

Hiv nuovi casi a Lucca: si registrano 13 nuovi episodi e per quanto riguarda le percentuali, l’85% di essi sono maschi. Non c’è stato, fortunatamente, alcun caso di morte.

Hiv nuovi casi a Lucca: 13 nuovi

Questa mattina a Palazzo Ducale in occasione delle varie iniziative portate avanti per la Giornata mondiale per la lotta all’Aids (per i dettagli, Clicca Qui), si è discusso sui dati, alquanto preoccupanti, raccolti per quanto riguarda il territorio della Toscana nord ovest. Sembrerebbe che vi siano stati 13 nuovi casi di contagio da Hiv, di cui tre notificati come Aids.

L’85% dei casi di Hiv sono maschi

Michele De Gennaro, dirigente della struttura di malattie infettive ed epatologia e responsabile dell’ambulatorio dell’ospite immunicompromesso, spiega la situazione e i dati raccolti. Ha detto: “Dopo un costante aumento nel 2013 e 2014, negli ultimi 4 anni si è assistito ad un moderato calo nel numero di nuove infezioni. I datti attuali mostrano una netta prevalenza nel sesso maschile (85%) che ha contratto l’infezione nel 100% dei casi a seguito di rapporti promiscui, sia omo che etero sessuali. L’età media è di 41 anni anni per gli uomini e 38 per le donne. Il 38% dei nuovi casi è costituito da persone provenienti da paesi extraeuropei, in numero superiore rispetto alla media regionale“.

In verità, il rischio è diffuso non solo tra i giovani, ma anche tra gli adulti, perché l’età media di chi è affetto da Hiv è molto alta. Il dottor De Gennaro continua: “Oggi, gli over 50 sono sessualmente attivi. Negli anni abbiamo addirittura avuto il caso di un settantenne. Questo perché, in questa fascia d’età, c’è una più bassa consapevolezza dei rischi derivanti da rapporti sessuali non protetti. È molto significativo il fatto che quasi nessuno dei nostri pazienti riesce ad identificare temporalmente il momento in cui ha contratto il virus. Nel 50% dei soggetti, la malattia è stata diagnosticata in fase avanzata e questo comporta gravi conseguenze“.

Continua dopo la foto

La paura e la disinformazione di effettuare il test

Il vero problema di oggi è la disinformazione e la paura ad effettuare il test (per sapere tutto su Hiv, Clicca Qui e leggi il parere di un esperto). Questo lo spiega bene Cristina Tognetti di Anlaids Versilia. Ha dichiarato: “C’è paura di fare il test. La maggior parte delle persone teme di essere identificata come ‘untore’ e quindi si rifiuta di fare il test. L’Aids viene considerata ancora oggi una patologia da tossici, da barboni. Non è così, l’Hiv può colpire tutti: uomini, donne, omosessuali, eterosessuali, persone all’apparenza insospettabili. Per questo motivo fare il test non è vergognoso ma è un modo per prendersi cura di se stessi e degli altri“.

Per fermare lo sviluppo eccessivo di questa infezione bisogna attuare una grande campagna di sensibilizzazione e, soprattutto, di informazione. Che sta alla base di tutto.

Vuoi rimanere sempre aggiornato?
Seguici su Facebook, Twitter e iscriviti al nostro canale Telegram.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Inserisci il tuo nome qui