Emergenza migranti: riconsiderare le misure del Decreto sicurezza

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Emergenza migranti riconsiderare decreto sicurezza
Sono più di venti comuni italiani a focalizzare le loro attenzioni sull’emergenza migranti e chiedono di riconsiderare le misure del Decreto sicurezza.

Un coro di preoccupazioni sugli effetti del Decreto Salvini

Le misure contenute sull’immigrazione, sullo Sprar e la cancellazione dei permessi umanitari non sono condivisi da più di venti comuni italiani, che hanno chiesto di rivederle. Sono contenute nel Decreto sicurezza portato avanti dal ministro degli interni Matteo Salvini. Tra i comuni che hanno firmato le varie mozioni vi sono: Milano, Bologna, Firenze, Palermo, Brindisi, Teramo. A questi si stanno per aggiungere Torino e Roma, che hanno chiesto lumi sul provvedimento al governo gialloverde. Il Presidente Mattarella ha, intanto firmato la legge, ma da Nord al Sud il coro dei no prende via via sempre più forza.  Tra loro Modena, Bergamo, Lecco, Cerveteri, Senigallia, Lucca, Parma, a cui si aggiungono tanti paesi della Regione Puglia.

Rossi: “nuove leve per le agromafie”

IlFattoquotidiano.it ha pubblicato un’intervista del indaco di Brindisi Riccardo Rossi. Il pro cittadino della città pugliese ha commentato sul Ilfattoquotidiano.it che “restringere la rete degli Sprar vuol dire non soltanto distruggere un’eccellenza italiana di accoglienza, ma creare ancora più insicurezza”,“Le nuove norme producono conseguenze contrarie a quelle per cui sono state pensate. I migranti cui viene negato il diritto di essere accolti finiranno per strada, in grandi centri chiusi, nelle mani delle agromafie”. Le preoccupazioni di Rossi è quella che questa emergenza dovrà essere gestita dai comuni.

A Milano previsti 900 nuovi senza tetto

A Bologna il sindaco Virginio Merola ha convocato per il 7 dicembre una conferenza aperta a tutti i primi cittadini della città metropolitana di Bologna. “La nostra è un’esperienza che ha fatto da apripista”, ha esordito Merola. Questo “perché coinvolge 43 comuni su 45 e ha portato alla nascita di uno Sprar metropolitano – dicono dal Comune – la preoccupazione è che tutto questo possa complicarsi con l’entrata in vigore della nuova legge. Molte spese, infatti, come quelle relative all’assistenza sanitaria, potrebbero ricadere direttamente sul territorio”. L’assessore per le Politiche sociali Pierfrancesco Majorino, teme possano esserci nel Comune di Milano 900 nuovi senza tetto. Questo perché sono presenti nel territorio tante famiglie regolarmente registrate con il permesso di protezione umanitaria. Con l’entrata in vigore della legge on potranno stare più nei centri di accoglienza.
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