Arresto direttrice Huawei, Mosca scatenata contro Trump

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Arresto direttrice Huawei mosca scatenata Meng-Wanzhou
Meng Wanzhou, direttore finanziario Huawei Corporation

Dopo l’arresto della direttrice finanziaria della Huawei, Meng Wanzhou, si è aperta una vera e propria crisi internazionale e oggi arrivano le dichiarazioni di Pechino, seguite da Mosca che si è scatenata contro gli Stati Uniti.

Mosca scatenata si schiera con Huawei

L’arresto della signora Wanzhou, direttrice finanziaria e figlia del fondatore della Huawei, non poteva che portare ad un caos internazionale. Non solo tra Usa e Cina, con dialoghi commerciali e tregua sui dazi oramai a rischio, ma con l’intromissione anche di altri paesi. Non poteva mancare il commento dei Russi che per voce del ministro degli Esteri Serghei Lavrov hanno commentato l’arresto di Lady Wanzhou, ritenendo inaccettabile il “fenomeno della linea di applicazione extraterritoriale delle leggi nazionali. In Canada, su richiesta americana, si è agito in questo modo. È una cosa inaccettabile ha detto Lavrov – .Un atteggiamento di grande arroganza politica e da superpotenza che nessuno accetta e che viene condannata dagli alleati degli Usa. Bisogna porre fine a tutto questo“.

Le precisazioni canadesi

Dal Canada arrivano le parole di precisazione del premier Justin Trudeaeu. Ha assicurato tutti che di essere “un Paese con un sistema giudiziario indipendente e che le autorità competenti hanno preso le decisioni su questo caso senza alcun coinvolgimento o interferenza politica“. Ha precisato inoltre che ha saputo dell’arresto qualche giorno.

Pechino: “grave violazione dei diritti umani”

Dall’ambasciata cinese di Ottawa parlano di errore da correggere, visto che la Wanzhou non ha “violato alcuna legge americana o canadese”. La richiesta di rilascio della cittadina cinese è perentorio, e rappresenta, dicono dall’ambasciata cinese, “una grave violazione dei diritti umani“. In seguito il ministro degli esteri cinese ha poi chiesto di sapere quali siano i capi d’accusa contro la manager della Huawei. Da Ottawa il ministro di Grazia e Giustizia canadese asserisce che non può divulgarli, visto che, a suo dire, è stata la stessa Wanzhou a chiedere ed ottenere il divieto sulla pubblicazione di dettagli. Anche se qualcuno ha parlato di frode bancaria, dal distretto di New York, che ha mosso le accuse, vi è il massimo riservo.

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