Influenza 2018: si tratta solo di un semplice raffreddore?

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Influenza 2018

L’annuale temuto appuntamento con la tradizionale influenza autunnale è arrivato, e secondo le previsioni degli esperti neanche quest’anno gli italiani la scamperanno: si prevedono 5 milioni di contagi durante tutta la stagione. La virulenza dell’infezione quest’anno sarà di media intensità, tuttavia, sostengono gli esperti, è bene non sottovalutare la potenza del contagio, che dipende anche da fattori climatici, cosa che purtroppo non possiamo valutare a lungo termine.

Dati sull’influenza

L’influenza rappresenta un importante problema di sanità pubblica e una rilevante fonte di costi indiretti e indiretti per la gestione dei casi e delle complicanze della malattia e l’attuazione delle misure di controllo. Colpisce ogni anno in media l’8% della popolazione italiana. Il picco epidemico viene normalmente raggiunto all’inizio del mese di Febbraio, interessando prevalentemente la popolazione pediatrica, con incidenza decrescente all’aumentare dell’età, sino a raggiungere il valore minimo intorno ai 64 anni. I casi più gravi di influenza e le complicanze si registrano tuttavia nella popolazione al di sopra dei 65 anni di età e con fattori di rischio. L’infezione è responsabile di circa 650mila morti ogni anno nel mondo (dato OMS) e questo dato è limitato al contagio dei soli casi fatali legati a complicazioni respiratorie. Le complicanze possono coinvolgere seni paranasali, orecchie, tratto respiratorio e addirittura cuore e cervello. L’influenza è provocata da un virus del genere Orthomyxovirus, trofico per le vie aeree, distinguibile in tre diversi tipi in grado di infettare gli esseri umani, A, B e C. Il tipo A in particolare, comprendente i tre sottotipi H1N1, H2N2, H3N2, è il principale responsabile associato alla diffusione delle recenti epidemie e pandemie. E’ un’infezione particolarmente contagiosa perchè la trasmissione avviene per via diretta attraverso gocce di muco e saliva espulse con tosse, starnuti o anche attraverso il semplice dialogo a distanza ravvicinata con la persona infetta, e per via indiretta, attraverso mani contaminate da secrezioni respiratorie.

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Febbre

Il contagio è più facile in ambienti affollati, con poco ricircolo di aria e ovviamente in caso di immunocompromissione. Le basse temperature ne favoriscono la diffusione, per l’indebolimento del sistema immunitario e per la tendenza della popolazione a riunirsi in luoghi chiusi. E’ tra le poche malattie che possono sperimentarsi parecchie volte nell’arco della vita e si può manifestare anche al di fuori della classica stagione del contagio. I sintomi più comuni sono rappresentati da febbre alta, sopra i 38 gradi, dolori muscolari e articolari, sintomi respiratori come tosse, congestione nasale e mal di gola. Le complicazioni più comuni sono bronchiti e polmoniti, quest’ultima specialmente pericolosa per anziani e soggetti in generale sofferenti di patologie respiratorie e cardiache, responsabili di aumento dei tassi di ricovero e, in taluni casi, di mortalità. Questa complicanza può essere primaria, quando è il virus influenzale stesso a provocarla, oppure secondaria, nel caso in cui sia una sovrainfezione batterica a causarla.
La terapia dell’influenza è fondamentalmente sintomatica, attraverso farmaci antipiretici e analgesici volti a contrastare l’aumento di temperatura e i dolori muscoloscheletrici. Risultano inutili invece rimedi come l’aerosol e certamente la terapia antibiotica, a meno che la sindrome influenzale non si complichi con un’infezione batterica accertata, mentre risultano di gran lunga più utili rimedi come l’adeguata idratazione e il riposo. Esistono anche farmaci antivirali il cui target diretto è rappresentato dal virus influenzale, un po’ come succede per l’antibiotico nei confronti del microrganismo batterico. Il principale rappresentante di questi farmaci è rappresentato dall’amantadina, efficace contro i virus dell’influenza A. Il motivo per cui tale farmaco gode di una popolarità alquanto limitata è dovuto al fatto che la sua efficacia, seppur comprovata, si manifesta con cicli di terapia di durata variabile almeno fra i 3 e i 5 giorni, periodo nel quale un soggetto immunocompetente riesce comunque a debellare il virus e a superare la malattia anche solo attraverso una terapia sintomatica, e che la terapia dovrebbe comunque essere cominciata al massimo entro 48 ore dall’insorgenza dei sintomi, richiedendo un tempismo che non sempre è possibile a fronte di benefici relativi. L’amantadina è stata ugualmente sfruttata come farmaco per la prevenzione dello sviluppo dell’influenza, ma anche in questo caso la sua maneggevolezza è stata ampiamente superata da quella dei vaccini.

Prevenzione? Sì grazie

La prevenzione del contagio passa in primo luogo attraverso misure di igiene personale e pubblica. L’ECDC (centro europeo per il controllo delle malattie) raccomanda misure di protezione quali il lavaggio delle mani con acqua e sapone per almeno 40-60 secondi, specialmente ogni volta che si tossisce o starnutisce, e la corretta asciugatura. In assenza di acqua una valida alternativa è il disinfettante su base alcolica. E’ importante l’atteggiamento individuale di buona igiene respiratoria (coprire bocca e naso durante i colpi di tosse o gli starnuti, utilizzare fazzoletto monouso). Utile risulta anche l’isolamento dei soggetti influenzati o ridurre il tempo di contatto con loro, e certamente evitare di toccarsi bocca, naso e occhi.

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prevenzione influenza
La vaccinazione è il metodo di prevenzione più efficace. Raccomandata negli over 65, è consigliata caldamente anche a tutti i soggetti a rischio di sviluppare complicanze o di andare incontro a ricovero ospedaliero (donne nel secondo e terzo trimestre di gravidanza, soggetti fra 6 mesi e 65 anni di età affetti da patologie croniche che aumentano il rischio di complicanze, individui ricoverati presso strutture per lungodegenti); soggetti che possono trasmettere l’infezione a individui a rischio; soggetti che svolgono servizio a stretto contatto con il pubblico (personale sanitario). Il medico di famiglia può somministrare il vaccino a individui ad alto rischio verso il quale sia gratuitamente previsto; per i soggetti che non rientrano in tali categorie ma volessero ugualmente vaccinarsi, il farmaco è facilmente procurabile in farmacia. Il periodo ideale per la vaccinazione va da metà Ottobre a fine Dicembre. A differenza di altre vaccinazioni, quella contro il virus influenzale va ripetuta annualmente e ciò è dovuto alla enorme variabilità genetica del virus, che lo rende praticamente sempre diverso rispetto alle forme precedenti, e che è anche il motivo per cui la sindrome influenzale può essere sperimentata dallo stesso soggetto parecchie volte nel corso della vita.

Poche semplici regole

Proteggersi dal contagio è facile, per quanto l’infezione sia particolarmente virulenta e perciò facilmente diffondibile. Per ulteriori informazioni circa l’influenza 2018-2019 è possibile trovare on line la circolare del ministero della salute “Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2018-2019: le raccomandazioni da tenere a mente”.

Dott. Luca Ferlito
ferlitoluca@gmail.com
Cell 3334472360

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