Christmas Blues, ovvero quando il Natale è fonte di malessere

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Christmas blues

Siamo ormai giunti al mese di dicembre che dà avvio alle tanto attese festività natalizie, fonte di gioia e di serenità ma anche occasione di riconciliazione e rinnovata unione familiare. Le città sono addobbate a festa, i negozi si preparano ad accogliere un numero spropositato di clienti, pronti a tutto per accaparrarsi l’ultimo regalo, e i media ci bombardano con continue allusioni sull’importanza di vivere il Natale col giusto appiglio, senza concedere il beneficio del dubbio a chi sta passando, tuttavia, un periodo non facile. D’altronde, non è tutto oro quel che luccica e, spesso, tali eventi possono essere promotori anche di tristezza e malinconia, al punto che alcuni parlano di vera e propria depressione natalizia o Christmas Blues.

Che cos’è la “depressione” natalizia

Va sottolineato, innanzitutto, come il termine depressione vada preso con le pinze. Nonostante, infatti, possa essere presente un consistente calo dell’umore, non siamo nel territorio della psicopatologia ma si tratta di una condizione transitoria che può, di conseguenza, concludersi alla fine delle festività. L’intervento di uno specialista è, quindi, consigliato solo nel caso in cui tale disagio si protragga nel tempo o raggiunga un’intensità tale da rendere ingestibile la propria vita quotidiana. La Christmas Blues è largamente diffusa, sebbene siano più coinvolti i soggetti dai trent’anni in su rispetto a bambini e anziani. Tra i sintomi che la caratterizzano abbiamo: malinconia e tristezza; ansia e panico; anedonia, ovvero difficoltà a provare piacere dalle festività natalizie; crisi di pianto; insonnia; pensieri negativi e rimuginazioni. La depressione natalizia può colpire sia chi soffre già di condizioni ansiogeno-depressive che in tale periodo possono aggravarsi, sia coloro che vivono la quotidianità senza particolari problematiche ma che non riescono, tuttavia, a godere del Natale.

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Christmas blues cos'è?

Cause della Christmas Blues

Le cause di tale stato di malessere possono essere molteplici. Innanzitutto, chi non si sente del tutto appagato da tale festività può sentirsi in difetto e vivere un consistente senso di colpa e di inadeguatezza, dato che tutto intorno sembra trasmettergli sentimenti contrapposti ai propri. Natale, inoltre, prevede frequenti contatti con familiari, amici e conoscenti che non sempre risultano desiderati e/o soddisfacenti. Possono, infatti, riemergere condizioni conflittuali e ci si può sentire obbligati a condividere momenti di gioia anche con chi, di norma, non vorremmo. La presenza dei nostri cari può, altresì, far riaffiorare ferite non del tutto cicatrizzate connesse a lutti o perdite affettive non ancora elaborate. Ci si può, quindi, sentire soli anche in mezzo ad una folla di gente e vivere uno stato di disagio che rasenta la depressione. L’ansia può emergere a seguito del cosiddetto “stress da regalo”, determinato dalla rincorsa allo stesso e dalle relative scadenze. Entro la vigilia, infatti, occorre essersi adeguatamente organizzati, avendo chiaro cosa fare, con i regali pronti ad essere scartati e la casa rigorosamente addobbata. Ci si stressa, quindi, perché oltre a cambiare le nostre routine, siamo, a volte, pressati da aspettative che provengono da dentro e fuori di noi. A questo si associano le consistenti spese economiche a cui siamo sottoposti durante tale periodo. Le festività natalizie, infine, essendo Dicembre l’ultimo mese dell’anno, rappresentano un periodo di riflessioni e bilanci sulla propria vita. Ci si sofferma, quindi, sugli obiettivi raggiunti, valutando il rapporto tra quest’ultimi e le relative aspettative. Tale processo, in soggetti che presentano già una bassa autostima, rischia di diventare una sorta di autoconferma dello scarso valore personale associato a se stessi.

Come gestire la “depressione” natalizia

  • Va sottolineato come il Natale non sia una festa da rinnegare e, d’altra parte, come già ampiamente discusso, la depressione natalizia non può essere considerata una vera e propria psicopatologia. Può, tuttavia, nascondere condizioni di malessere di entità maggiore per la cui risoluzione può essere utile rivolgersi ad uno specialista che possa aiutarci a comprenderne e superarne le cause. In tutti gli altri casi può, invece, essere sufficiente mettere in atto alcune accortezze che ci permettano di prevenire e affrontare il potenziale disagio associato alle festività natalizie:
  • Imparare a dire di no a quanto è fonte di malumore, non andando ad eventi non graditi e cercando, nei limiti del possibile, di circondarsi solo di persone care;
  • Organizzare le proprie spese stabilendo in base alle nostre possibilità un budget massimo da non oltrepassare, e iniziando con largo anticipo la fase dei regali;
  • Accettare anziché rifiutare le proprie emozioni. E’ necessario accogliere il senso di malinconia e tristezza provato come qualcosa di nostro, meritevole di rispetto e considerazione, piuttosto che cercare di uniformarsi ad uno standard di felicità che non ci appartiene. Vivere le proprie emozioni e condividerle con le persone care, d’altronde, è il modo migliore per iniziare a lavorare su di sé e ridurre il senso di solitudine emergente dal sentirsi “diversi”;
  • Vivere il presente, evitando di guardare troppo al passato o di sporgersi oltremodo al futuro. Può essere utile, in tal senso, concentrarsi su quello che abbiamo ottenuto e non su quanto perso o desiderato. E’ vietato, quindi, porsi aspettative per i tempi che verranno e occorre limitarsi a vivere nel “qui ed ora”;
  • Utilizzare adeguatamente il tempo a disposizione, evitando di fossilizzarsi davanti al televisore o porsi alla ricerca spasmodica del regalo “perfetto”. Può essere utile, quindi, spendere del tempo per coccolarsi un po’, dedicandosi alla cura del proprio corpo, ai propri hobby e interessi. E’, altresì, consigliabile farsi un regalo gradito piuttosto che attendere che siano gli altri a farlo;

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Christmas blues come curarla

  • Essere flessibili, evitando di imporsi le routine natalizie e lasciando spazio anche a quelle della propria quotidianità. Non bisogna vivere il Natale come un dovere da svolgere ma tutto deve rientrare all’interno di un percorso di scelta connesso ai propri valori. Può essere utile, infatti, chiedersi sulla base di quest’ultimi come dovrebbe essere il nostro Natale, con chi vogliamo trascorrerlo e in che modo possiamo goderne, piuttosto che focalizzarci su cosa si aspettano gli altri. D’altronde, non possiamo essere appagati da qualcosa che viviamo come un’imposizione;
  • Infine bisognerebbe da un lato evitare bilanci e riflessioni su quanto non ottenuto nel corso dell’anno e dall’altro non dar seguito a tale processo, ovvero porsi specifiche aspettative per il futuro. Occorre ricordarsi che il cambiamento non avviene nel momento in cui lo vediamo ma ogni nostra mossa è un piccolo tassello di quel grande puzzle che è la vita. D’altronde non è inusuale porsi obiettivi di difficile raggiungimento e in tal modo incorrere in fallimenti prevedibili ma non per questo meno dolorosi.

Dottore Davide Ferlito 

Email: [email protected]
Cell. 3277805675

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