Tensione Salvini Di Maio, stasera a rapporto da Conte. Mancano 5 miliardi

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Conte sul Decreto fiscale

La tensione tra Salvini e Di Maio sale nuovamente, entrambi a rapporto in un vertice con Conte, perché mancano 5miliardi di euro per evitare l’infrazione da parte dell’Eu. A rischio sia la riforma pensioni che il reddito di cittadinanza, almeno su come erano stati pensati.

I motivi della contesa tra Lega e M5S

Ci vorrà un passo indietro da parte di entrambi i leader soci del governo gialloverde sulle riforme che hanno portato avanti. Mancano all’appello, infatti 5 miliardi di euro, che servono per evitare l’infrazione per debito eccessivo da parte dell’Unione europea. Entrambi  o almeno uno dei due leader sono chiamati a rivedere le riforme. Questo già basta a fare alzare la tensione, che è altissima tra Lega e M5S. Ma non è tutto. C’è da chiarire anche la serie di emendamenti che sono stati presentati a Palazzo Madama da parte dei leghisti, i quali mirano a cancellare l’ecotassa sulle auto. Questa è stata già approvata alla Camera, e ha fatto scoppiare un putiferio tra produttori, sindacalisti e associazioni consumatori. Inoltre Salvini si era detto assolutamente contrario ad essa.

Di Maio stempera

Da parte M5S Di Maio stempera e dice: “In questo momento è fondamentale la trattativa che Conte e Tria stanno portando avanti con l’Unione Europea che ci consentirà anche di evitare la procedura di infrazione. Insomma, sono le ore più importanti che stiamo vivendo dal 4 marzo a questa parte. E’ il momento quindi di essere compatti”.

Salvini: “Noi governo dell’imprevisto”

Salvini da Milano dice che “Nelle prossime ore ci sarà la cartina di tornasole. Scopriremo se a Bruxelles hanno voglia di costruire e portano rispetto o se invece prevale il pregiudizio, verso un un governo dell’imprevisto. Noi siamo per loro un governo dell’imprevisto. In questo periodo storico c’è bisogno di imprevisti da gestire con l’intelligenza perché il calcolo delle probabilità ci ha portato nel burrone”.

Conti chiamato a mediare ed evitare l’infrazione

Conte è pertanto chiamato a svolgere il ruolo di mediatore. Ha già ammesso al termine del suo intervento al Consiglio europeo che “Il saldo è quello“. Delle parole che lasciano poco spazio alle interpretazioni. I numeri parlano chiaro e le regole europee anche. Pertanto o riduzione di 5 miliardi per quello che riguarda le riforme o poi c’è ne vorranno almeno 7 per pagare la multa Eu per la procedura d’infrazione. A questi si aggiungeranno quelli dello spread che a quel punto è facile che risalga ben sopra i 300 punti base, bruciando altre risorse economiche.

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