Palermo, significativa partecipazione alla manifestazione contro la precarietà e politiche governative

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Significativa partecipazione ieri a Palermo alla manifestszipne indetta da USB, ALBA, CUB, DISOCCUPATI ORGANIZZATI contro la precarietà e le politiche governative .

Cardinale: “questa manifestazione è solo l’inizio”

Ieri sera per le strade di Palermo – dichiara Sandro Cardinale di USB Sicilia – hanno sfilato in corteo centinaia e centinaia di donne e uomini siciliani, rappresentanti di diverse categorie uniti da un comune denominatore sociale, la lotta alla povertà diretta e indiretta.
La manifestazione del 22 dicembre segna un percorso importante, portato avanti da diverse anime ormai da mesi, ed è un percorso che racchiude le diverse criticità esistenti sul territorio, la mobilitazione di ieri non è che un inizio delle tante altre che ne seguiranno, sempre più corpose, in modo da dare seguito e gambe ad un unico fronte sociale che porti sui tavoli istituzionali le diverse vertenze“.

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“Necessaria istituzione tavolo crisi permanente”

Ieri in piazza oltre ai sindacati di base c’erano i “disoccupati organizzati” i senza casa, gli ex lavoratori della Formazione Professionale, i lavoratori RESET, i lavoratori DUSSMAN, i licenziati del terziario Grande Migliore, Brico, Max Living, tutte categorie vessate da una politica assente, malata e clientelare. Se è vero come dichiara il Governo Musumeci che il suo è il governo del fare, non può e non deve non tener conto delle vertenze rappresentate ieri dalle centinaia di persone presenti in piazza…
È necessario istituire un tavolo di crisi permanente, con l’Assessorato alla Famiglia e alle Politiche Sociali, che affronti le diverse vertenze al fine di ridare dignità alle siciliane e ai siciliani “.

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“Così i nostri giovani emigrano”

Una regione come la Sicilia – continua il sindacalista dell’USB – non può permettersi di perdere migliaia di ragazzi, costretti ad emigrare in cerca di fortuna. L’emergenza abitativa ‘- conclude Sandro Cardinale -l’esonero delle tasse ai meno abbienti, il ricollocamento dei licenziati, un tetto per le famiglie, sono dei punti fermi sui quali pretendiamo una discussione con le istituzioni“.

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