Che cos’è la depressione post partum? Come riconoscerla e affrontarla

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che cos'è la depressione post partum

La nascita di un figlio comporta per ogni donna una serie di cambiamenti di natura fisica, emotiva e sociale, conducendo, in tal modo, ad una consistente revisione della propria identità, che può fare riemergere problematiche irrisolte, connesse all’infanzia e alla famiglia d’origine. A questo si aggiunge lo stress fisico dovuto al parto, associato alle successive richieste del neonato e alle continue routine che impediscono lo svolgimento regolare di altri compiti, conducendo anche ad una potenziale condizione di frustrazione. Le difficoltà vissute, inoltre, entrano in opposizione rispetto all’immagine che la nostra cultura dà della gravidanza, intesa come momento gioioso e in cui non sono ammesse potenziali sbavature da parte della madre. Tali aspettative possono, in alcuni casi, comportare un consistente senso di inadeguatezza e di colpa per non essere in grado di rispondere positivamente alle suddette. Questi ed altri fattori possono, quindi, determinare l’insorgere di condizioni di disturbi che vanno da lievi cali dell’umore fino a vere e proprie psicopatologie.

I baby blues, la depressione post partum e la psicosi post partum

Occorre, innanzitutto, differenziare la depressione post partum dai cosiddetti baby blues e dalla psicosi post partum. Il periodo successivo al parto, d’altronde, è accompagnato da una condizione di debolezza fisica e fragilità emotiva che non sempre, però, sfocia in veri e propri disturbi. Nelle prime settimane successive al concepimento, infatti, le donne possono manifestare una grande varietà di sentimenti intensi e spesso contraddittori che vanno dall’eccitazione e alla gioia fino alla stanchezza, all’ansia e al pianto. Una condizione frequente e che colpisce il 70-80% delle neomamme è quella dei baby blues, lievi cali dell’umore che non costituiscono un vero e proprio disturbo ma una semplice reazione emotiva all’evento della nascita. Emergono, quindi, stati di tristezza, ansia, irritabilità, stanchezza, aumentata sensibilità e tendenza al pianto. Ci si sente sopraffatte dai propri sentimenti e sorprese da reazioni emotive che non corrispondono al consueto modo di essere. Anche il rapporto con il bambino viene lievemente influenzato, comportando sintomi che possono variare da uno scarso coinvolgimento affettivo ad un’eccessiva preoccupazione verso il benessere del nascituro, o a sensazioni di inadeguatezza nell’accudirlo. I baby blues sono molto frequenti tra la terza e la quarta giornata dopo il parto, possono durare da poche ore fino a qualche giorno e si risolvono in modo naturale entro i primi 10-15 giorni dalla nascita del bambino. La causa principale dei suddetti sarebbe di natura principalmente fisiologica, legata a cambiamenti ormonali connessi alla regolazione dell’umore, come la drastica riduzione del livello di estrogeni e progesterone rispetto alla gravidanza. Tale reazione emotiva non comporta, quindi, nessuna conseguenza a lungo termine per la madre e per il bambino.

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Decisamente più grave, invece, è la depressione post partum che colpisce il 10-15% delle neomamme e che emerge a circa quattro settimane dal parto. Il decorso è più lungo rispetto ai baby blues e può andare dai sei mesi successivi alla nascita fino ad un anno dopo. I sintomi sono più gravi e simili a quelli di un episodio di depressione maggiore, interferendo consistentemente sia sulla vita quotidiana della donna che sulla sua relazione con il bambino. Tra quest’ultimi possiamo annoverare:

  • Umore depresso, tristezza;
  • Pianto incontrollato;
  • Sentirsi prive di valore;
  • Ansia o attacchi di panico;
  • Senso di colpa, auto-accusa;
  • Preoccupazioni sulla propria salute e per il bambino;
  • Mancanza di energie e sensazione di essere esauste;
  • Eloquio e movimenti rallentati;
  • Sentirsi a momenti alterni agitata o iperattiva;
  • Perdita di interesse in varie attività, inclusa la sessualità;
  • Senso di irritazione;
  • Disturbi dell’appetito;
  • Ridotta capacità di concentrazione e nel prendere decisioni;
  • Disturbi del sonno;
  • Confusione mentale e dimenticanze;
  • Senso di disperazione, inadeguatezza e pensieri pessimisti costanti;
  • Instabilità emotiva;
  • Pensieri sulla morte e idee suicidarie.

Sono, altresì, presenti fantasie di fuga dalle responsabilità, paura di essere abbandonate dal partner o di fare del male al bambino o a se stesse e disinteresse per la cura personale. La depressione post partum è diversa anche dalla psicosi post partum che è più grave e richiede un immediato intervento psichiatrico. Le donne che sviluppano tale condizione di malessere presentano un umore e un comportamento gravemente disturbati, accompagnati da confusione, agitazione, allucinazioni, illusioni o disorganizzazione estrema. L’insorgenza è in genere improvvisa, nella prima settimana dopo il parto e richiede la somministrazione di farmaci psicotropi.

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Potenziali cause della depressione post partum

Le cause della depressione post partum sono molteplici, sebbene risultino ancora poco chiare:

  • A livello fisiologico si sottolinea l’importanza di fattori quali la riduzione del livello di diversi ormoni, tra cui gli estrogeni e il cortisolo, l’ipofunzionalità tiroidea, il calo delle endorfine e l’alterazione di alcuni neurotrasmettitori come la serotonina.
  • Anche i fattori psicosociali hanno un ruolo di grande rilevanza, rendendo la donna particolarmente vulnerabile. Tra quest’ultimi ricordiamo: la presenza di problemi psichiatrici pregressi e l’insorgenza di disturbi psicologici durante la gravidanza; l’avere una bassa autostima e autoefficacia; le difficoltà nella relazione di coppia (conflitti o mancato sostegno del partner); l’assenza di supporto sociale; il basso livello socioeconomico; il temperamento del neonato (un bambino difficile da gestire può influire negativamente sull’autostima e sull’autoefficacia della donna); eventi di vita negativi nell’anno precedente al parto (ad esempio lutti o perdite); esperienze traumatiche passate (ad esempio abusi di varia natura).

Conseguenze

La depressione post partum influisce significativamente sulla vita di tutti i componenti della famiglia, determinando, in particolare, tre tipologie di conseguenze a lungo termine:

  • Effetti sulla salute mentale della donna: aumenta il rischio di soffrire nuovamente di stati depressivi e ansiogeni;
  • Effetti sulla relazione madre-bambino e sullo sviluppo dello stesso: il rapporto col nascituro si caratterizza per una minore attenzione e una ridotta sensibilità da parte della madre. Ciò influenza anche lo sviluppo del bambino, determinando problematiche connesse ai legami di attaccamento madre/bambino, con ricadute sullo sviluppo affettivo e cognitivo di quest’ultimo. Possono, inoltre, presentarsi incuria e maltrattamento infantile;
  • Effetti sulla relazione di coppia: la relazione con il partner risulterà meno soddisfacente e caratterizzata dall’assenza di un reciproco sostegno. La depressione post partum può, infatti, esasperare problemi precedenti alla gravidanza e facilitare l’aumento dei conflitti di coppia. Viene meno, inoltre, l’appetito sessuale. Va sottolineato, infine, come anche la salute mentale del partner possa subire delle conseguenze a lungo termine. Aumentano, infatti, i disturbi di natura ansiogeno-depressiva a carico di quest’ultimi.

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depressione post partum

Potenziali interventi

La depressione post partum è un disturbo grave che richiede un immediato e adeguato intervento da parte di diversi professionisti. E’, infatti, utile intervenire sia a livello farmacologico con l’uso di antidepressivi triciclici, sia a livello psicoterapeutico in modo da sostenere la donna nel complesso percorso della maternità, eliminando i fattori di vulnerabilità e fornendo le abilità necessarie per attuare una serie di cambiamenti in diverse aree della propria vita. Nel caso dei baby blues, invece, è sufficiente un percorso di sostegno, fondato sull’ascolto e sulla trasmissione di specifiche informazioni. Va sottolineata, infine, l’importanza di un’identificazione e di un intervento precoci, considerando che chi soffre di depressione post partum non chiede facilmente aiuto. Tale problematica, inoltre, non viene riconosciuta immediatamente, sia per la sua insorgenza lenta e insidiosa che per la tendenza da parte di molte donne nel nasconderne i sintomi. A tal proposito può essere, quindi, utile:

  • Normalizzare l’eventualità della depressione post partum tramite incontri psicoeducativi;
  • Favorire l’identificazione precoce attraverso il riconoscimento da parte di infermieri, puericultrici, medici di base, pediatri, familiari, ecc;
  • Prestare maggiore attenzione alle donne che presentano fattori di rischio psicosociali;
  • Effettuare uno screening di routine dopo il parto, avvalendosi di specifici strumenti testologici che possano favorirne una rapida individuazione.

BIBLIOGRAFIA
Scabini E., Cigoli V., Il famigliare, legami, simboli e transizioni, Milano, Raffaello Cortina Editore, 2000;

Scopesi A., Viterbori P., Psicologia della maternità, Roma, Carocci Editore, 2003.

Dottore Davide Ferlito 

Email: ferlitodavide.ct@gmail.com
Cell. 3277805675

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