Dott. Randazzo: “Sara Parisi non chiese aiuto al centro d’ascolto di Giarre”

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Nelle ore successive al femminicidio di Giarre molti hanno insinuato che Sara Parisi non sia mai stata ascoltata dallo sportello d’ascolto del comune. Il fraintendimento sarebbe nato dopo il post pubblico scritto dall’avvocato della donna, Patrizia Pellegrino. Noi di Free Press Online ci siamo messi in contatto con la psicologa dello sportello d’ascolto, dottoressa Loredana Randazzo: “Sara Parisi non chiese aiuto al centro“.

Femminicidio Sara Parisi

Il femminicidio di Sara Parisi può essere considerato qualcosa che si poteva evitare? L’avvocato Patrizia Pellegrino ha pubblicato un post su Facebook che ha lasciato spazio a tanti dubbi. Sara Parisi aveva presentato insieme alla vittima ben 4 querele. Nel post l’avvocato Pellegrino spiega che Sara Parisi non è mai stata seguita dal centro di ascolto di Giarre per evitare pettegolezzi sul fatto che questa fosse volontaria e legale.

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La dottoressa Randazzo ha spiegato: “Nel momento in cui le donne vengono a chiedere supporto al centro di ascolto il tutto non viene fatto in modo anonimo. Noi seguiamo dei protocolli e stiliamo delle relazioni dove attingiamo alle informazioni della signora e verbalizziamo la sintesi del primo colloquio. Questo documento poi deve essere firmato dalle operatrici del centro e dalla signora“.

Noi come centro abbiamo l’obbligo di riservatezza sulle vicende a noi raccontate, questo principio sta alla base del rapporto fiduciario che si instaura, mentre le donne che ascoltiamo devono comunque presentarsi– continua la volontaria dello sportello di Giarre-. Non possono appellarsi all’anonimato perché abbiamo bisogno dei loro dati qualora li dovessimo accompagnare dai carabinieri per esporre denuncia“.

“La signora Parisi non è mai venuta da noi”

Sara Parisi stava seguendo il suo iter legale con la guida dell’avvocato Pellegrino. Purtroppo la storia della donna, come tante altre in Italia, ha avuto un epilogo tragico. Differentemente da quanto immaginiamo però, quanto accaduto non è dovuto all’assenza di ascolto da parte del centro di ascolto… Sara Parisi avrebbe deciso di precorrere un iter diverso, chiedendo aiuto a un centro antiviolenza. “Io sono operatrice allo sportello di Giarre da tre anni, in qualità di psicologa, anche se questo è aperto da sei anni– ha dichiarato la dottoressa Randazzo-. L’avvocato Pellegrino, invece, era presente allo sportello fin dalla sua apertura, anche se io non ho mai lavorato direttamente con lei. Io sono subentrata dopo un cambio di operatrici“.

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Sara Parisi uccisa dal marito

“In questi tre anni di servizio allo sportello di Giarre, da quel che mi risulta, la signora Parisi non è mai venuta da noi– racconta la dottoressa-. Anche se la conferma si trova nelle parole dell’avvocato Pellegrino, la quale ha affermato come questa sia stata seguita da un altro centro antiviolenza. Nel caso in cui la signora Parisi avesse chiesto il nostro aiuto ne sarebbe rimasta la tracciabilità nelle nostre relazioni. La sua richiesta sarebbe stata ascoltata e non ignorata“.

“Siamo un centro di prima accoglienza”

Sono stati diversi gli attacchi subiti dallo sportello di ascolto di Giarre, che potrebbero anche demotivate altre donne che hanno bisogno di aiuto o semplicemente di essere ascoltate quando raccontano la loro storia. La dottoressa Loredana Randazzo conclude dichiarando: “Spieghiamo che il nostro sportello di ascolto è un centro di prima accoglienza. Quanto detto significa che le donne ricevono due tipi di supporto: psicologico di ascolto e legale. Il centro è reperibile anche grazie al numero 1522, o recarsi direttamente in struttura. Successivamente, nel caso in cui dovessero richiedercelo, possiamo anche accompagnarle nella locale stazione dei carabinieri per presentare la loro denuncia, dando il nostro supporto psicologico anche durante l’interrogatorio. Se, invece, dovessimo trovarci davanti a situazioni di estremo pericolo, abbiamo anche contatti con i gestori delle case protette alle quali ci rivolgiamo per trovare rifugio alla vittima di violenza“.

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